Qualche settimana fa, in un'intervista con
The Telegraph, il comico scozzese
Bill Connolly ha parlato del suo amico recentemente scomparso
Robin Williams. Spesso, quando i due si parlavano al telefono, si ricordavano vicendevolmente di volersi bene: la loro ultima telefonata non ha fatto eccezione.
"Non ho mai smesso, e lui non ha mai smesso di dirlo a me. In effetti, in seguito ho pensato che lui avesse cercato di dirmi addio, perché è stato davvero amorevole verso la fine. Forse è pura fantasia, ma è ciò che mi sono detto", ha affermato
Connolly.
"Durante la nostra ultima telefonata mi ha detto: 'Ti voglio bene come si vuole bene a un fratello' e io ho detto: 'Lo so'; poi lui mi ha chiesto: 'Sei sicuro di saperlo?' e io: 'Sì'. Robin si preoccupava sempre di tutto."
Robin Williams è stato trovato morto nella sua casa di
Marin County, in
California, lo scorso
11 agosto. Il medico legale ha stabilito che la morte sia accorsa per "suicidio tramite asfissia".
Nonostante i suoi ruoli principalmente comici, l'attore aveva
"combattuto contro una brutta depressione, di recente", ha detto Connolly, che però lo ricorderà sempre come un
"comico felice".
"Non era sempre depresso", ha chiarito Connolly.
"Era un uomo complicato, ma una bellissima persona. Era una gioia."
Qualche giorno dopo la sua morte, la moglie di Williams aveva poi rivelato che l'uomo soffriva del primo stadio del
morbo di Parkinson, una condizione che Connolly ha in comune con il suo amico, e di cui discutevano spesso.
"Eravamo soliti parlare molto del Parkinson. Lui mi chiamava e confrontavamo i sintomi. I suoi erano i primi attacchi, esattamente come i miei. Tutti si preoccupano di questa malattia. E' come avere un aggressore che ti segue costantemente."