La ricostruzione della vita e della morte dell’importante pittore rinascimentale vista attraverso una regia originale e visionaria.
Michelangelo Merisi (Nigel Terry) rivive in punto di morte le tappe salienti della sua formazione artistica e i suoi tormentati amori. Il continuo utilizzo del flashback ci riporta in dietro negli anni per raccontarci i primi incontri del Caravaggio con il suo assistente e con il suo “salvatore” il Cardinale Francesco del Monte e i successivi insegnamenti di quest’ultimo. In un’atmosfera cupa e decadente l’artista muove i primi passi verso la sua istruzione dopo i primi momenti difficili della sua vita a Roma. La sua natura omossessuale viene svelata fin dalle prime battute, mentre le attenzioni particolari del Cardinale arrivano insieme ai suoi insegnamenti scolastici. Sempre più opere vengono affidate a Michelangelo che nel frattempo oltre alla fama d’artista coltiva anche le sue amicizie al di fuori degli inquadrati ambienti ecclesiastici. Incontrerà quindi Rannuccio Tomasoni (Sean Bean) e dopo essersene immediatamente innamorato ne farà il suo modello preferito suscitando la rivalità iniziale della compagna di quest’ultimo ed il loro successivo coinvolgimento amoroso. La scomparsa ed il ritrovamento nelle acque del tevere della bella Lena (Tilda Swinton) portano Caravaggio ad attaccare in maniera abbastanza diretta e pericolosa il cugino del Papa reo a suo parere di aver fatto assassinare la donna. La confessione però del suo colpevole e amato modello portano però all’omicidio di questi e alla fine della carriera di Merisi.
A dispetto di quello che ci si può aspettare il film non è una ricostruzione storica, ma una tragedia surreale ed impegnativa. L’interezza delle vicende si svolge in ambienti chiusi con poca presenza di luce anche di giorno, luminosità chiaramenete presa appieno dai dipinti che vengono spesso mostrati. Man mano che si prosegue con la narrazione ci si rende conto che il lato provocatorio e visionario prende il sopravvento, e questo è dovuto anche all’utilizzo di abiti sempre più moderni, ed ad alcuni elemnti “estranei” (calcolatrici e macchine da scrivere gettati in piena epoca Rinascimentale, c’è addirittura un’automobile). Il taglio estremamente teatrale delle scene sembra preso da un videoclip musicale, solo senza musica (pochissima) e con un ritmo molto più lento. L’influenza dei lavori musicali del signor Jerman credo sia molto marcata: il regista ricordo ha girato anche un paio di video dei Pet Shop Boys. Anche l’utilizzo dei tableax vivants è assolutamente servito a rendere l’opera più immaginifica.
Nota speciale per un giovane Sean Bean (Boromir ne Il Signore degli Anelli) sbarbato e con indosso un cappello di giornale fatto con L’Unità! e per Tilda Swinton sempre brava in questi ruoli.
Il Dvd
Purtroppo la qualità video non è delle migliori, mentre l’audio non necessitando di molti canali non ne ha risentito molto. Dispiace di più che gli extra siano quasi del tutto assenti limitandosi a qualche biografia del regista e degli interpreti ed ad un trailer originale e nulla più.
Commento finale
Il lato artistico del film è quello che deve colpire di più in un prodotto come questo, anche perché il supporto digitale in questi casi non aggiunge poi molto. Il taglio particolare del regista e le buone interpretazioni meritano nota, anche se il tono cupo ed estremamente silenzionso delle scene potrebbero anche annoiare un pubblico non molto attento.
Si ringrazia Lord Nexus per la recensione