In cerca di riscatto
Entrato in crisi profonda in seguito ad un rapimento finito male nel quale hanno trovato la morte una giovane madre ed il suo bambino, Jeff Talley (Bruce Willis) poliziotto di Los Angeles specializzato nella gestione di sequestri di persona, lascia Los Angeles in cerca di un lavoro di minore responsabilità e visibilità e diventa capo della polizia nella tranquilla cittadina di Bristo Camino nella contea di Ventura.
Un giorno, tre ragazzini seguono una famiglia fino a casa con l’intenzione di rubargli l’auto ma purtroppo per loro, finiranno per sbaglio nella casa sbagliata proprio nel giorno sbagliato. Infatti, il terzetto si trova intrappolato in una villa di lusso alla periferia della città, di proprietà di un contabile corrotto. Colti dal panico, i ragazzini prendono in ostaggio la famiglia mettendo Talley in una situazione che non avrebbe mai più voluto affrontare in vita sua.
Talley cede immediatamente il controllo della vicenda allo sceriffo della contea e si allontana. All’interno della casa però sono nascoste preziose informazioni relative ad una banda di criminali e alle loro operazioni e questi non si fermeranno davanti a nulla pur di entrarne in possesso. Sono anche pronti a prendere in ostaggio la famiglia di Talley per costringerlo a riassumere il comando delle operazioni. A questo punto, la situazione precipita rapidamente e supera anche le più terribili previsioni.
Effetto novità
"Hostage" è un mix di suspense, emozioni, dramma psicologico e azione con colpi di scena e svolte inaspettati. Durante la storia, il concetto stesso di ostaggio si evolve in continuazione mentre i destini e le vite dei vari personaggio s’intrecciano tra di loro, spesso scontrandosi. La sicurezza diventa insicurezza; la fuga fisica diventa manipolazione mentale. I giochi mentali diventano una questione di vita o di morte.
In "Hostage", il primo film in lingua inglese del regista Florent Siri, niente è come sembra mentre seguiamo l’evolversi della situazione dentro ed intorno alla casa, nel corso di un giorno e di una notte. Come nel suo bellissimo action-thriller in lingua francese Nido di vespe, l’intreccio magnetico e complicato e il montaggio aggiungono tensione ai diversi conflitti che danno corpo alla storia ed il pubblico resterà sicuramente colpito dalla bellezza delle immagini. "Hostage" è un noir senza tempo, una storia visionaria e piena di suspense oltre ad essere un fantastico film d’azione.
"Hostage è un film complesso che offre diverse chiavi di lettura,” commenta il produttore Arnold Rifkin. "Durante il film, il personaggio interpretato da Bruce Willis non riuscirà mai ad uscire, suo malgrado, da una situazione in cui ci sono degli ostaggi e il suo dilemma emotivo, la sua evoluzione e tutto quello che impariamo su di lui nelle prime scene, girano intorno alla redenzione psicologia e all’auto coscienza.”
Il regista Florent Siri ha trovato la storia molto accattivante dal punto di vista psicologico mentre la maniera di trattare il problema degli ostaggi gli ricorda i film noir più classici. L’attenzione ai personaggi, la contemporaneità della storia e l’amore di Siri per i dettagli quotidiani fanno sì che "Hostage" sia il debutto americano dei suoi sogni, il film in lingua inglese che avrebbe sempre voluto dirigere. "E’ un thriller psicologico,” commenta Siri. "E’ una storia di redenzione e parla di persone che in un momento della loro vita si sono sentite perdute. Per tutti i personaggi, ma soprattutto per quello interpretato da Bruce, il film parla della lotta che combattiamo contro i nostri stessi demoni.”
"Il film contiene colpi di scena e sorprese mai visti prima d’ora,” aggiunge l’attore Kevin Pollak, che nel film interpreta Walter Smith. “Adoro i film che obbligano gli spettatori a partecipare e ad abbandonare il semplice atteggiamento da “voyeur”. Questo è uno di quei film nei quali salti sulla sedia, cerchi di fare qualcosa, di immaginare che cosa succederà e quindi partecipi attivamente.”
La co-protagonista Serena Scott Thomas aggiunge: "E’ l’effetto a onde dei piccoli gesti quotidiani che può essere devastante; mi piace quando nei libri o nei film ci sono dei piccoli eventi anche banali che si trasformano in cose enormi."
Per capire fino a fondo il personaggio di Jeff Talley, specializzato nelle trattative per la liberazione degli ostaggi, Willis si è documento sulla realtà e i dettagli di quel lavoro. La precisione delle operazioni di polizia, il linguaggio usato e i comportamenti adottati sono stati fondamentali per la credibilità della trasposizione. Concentrando il film soprattutto su Talley, regista e produttori desideravano tenere il pubblico inchiodato al personaggio, pronto ad anticipare gli eventi, come succede proprio al protagonista. La tensione ed il ritmo insiti nel film avevano bisogno di un regista la cui visione e il cui stile visivo potessero servire a raccontare al meglio l’avvincente storia e la complessa struttura. Racconta Wally: "Forse il pubblico non conosce ancora Florent Siri ma tra breve sapranno tutti chi è. Ha messo la sua sensibilità ed il suo stile cinematografico a servizio di questo film rendendolo diverso da tutti quelli dello stesso genere.”