L’ultimo baluardo di Roma
Nella Roma del 476 d.C. il dodicenne Romolo Augusto viene incoronato nuovo imperatore, ma il suo regno durerà molto poco: il generale barbaro Odoacre infatti, dopo aver reclamato inutilmente un terzo del territorio italiano, conquista la capitale e ordina l’omicidio dei genitori del giovane, oltre al suo rapimento. Rinchiuso in un palazzo di Capri insieme ad Ambrosio, il suo precettore, Romolo Augusto sembra aver perso ogni speranza; ma la scoperta di una spada leggendaria e l’intervento del comandante Aurelio – insieme ai suoi uomini e a Mira, un’abile guerriera di origini indiane – capovolgeranno la situazione…
Un po’ di sana avventura
Parzialmente basato sull’omonimo romanzo di Valerio Massimo Manfredi, autore del soggetto con Carlo Carlei e Peter Rader, L’ultima legione è un kolossal “in economia” che si giova dell’abilità produttiva di Dino De Laurentiis (rappresentato, in questo caso, dalla figlia Raffaella): le sequenze di ambientazione italiana sono state girate in Tunisia – approfittando, fra l’altro, di set e scenografie preesistenti negli Empire Studios, dove l’antica Roma era stata ricostruita in precedenza – mentre quelle d’ambientazione britannica si sono svolte in Slovacchia, sempre con l’intervento di discreti effetti digitali utili, soprattutto, ad attribuire una maggiore epicità e un più ampio respiro ai panorami mostrati. Ne risulta così un film memore, sotto alcuni aspetti, dei kolossal di serie b tipici degli anni Sessanta, ma che volge lo sguardo alle grandi produzioni odierne per senso dello spettacolo e scelta degli interpreti, con Ben Kingsley nel prevedibile ruolo di mentore, Colin Firth poco abituato al genere e l’incantevole attrice indiana Aishwarya Rai (anch’ella, a tratti, un po’ spaesata). Nell’intreccio – un curioso, eppur legittimo impasto di Storia e fantasia – alcune svolte narrative appaiono affrettate, e vari momenti risentono l’influenza di altri prodotti simili; ciononostante, L’ultima legione poggia la propria riuscita su basi ben diverse: la pura e semplice avventura, serrata e piuttosto incalzante, con ritmi sostenuti, nessun tempo morto e molta azione, coreografata e diretta professionalmente. Il regista Dough Lefler (ex animatore della Disney, poi collaboratore di Sam Raimi ed esordiente alla regia nel seguito di Dragonheart) non ha altre pretese che un sano entertainment, e confeziona un film onesto e godibile, privo di eccessive lunghezze.
Il direttore della fotografia è Marco Pontecorvo, figlio del regista Gillo.
DVD
Caratteristiche tecniche
Formato video: 2.35:1
Formato audio: inglese e italiano dolby digital 5.1; italiano dts
Sottotitoli: italiano per non udenti
A livello video il film si mantiene su standard più che buoni, anche se in alcune occasioni (soprattutto a causa delle scelte di regia) presenta qualche piccolo difetto. La definizione delle immagini è alta, soprattutto nei primi piani, mentre soffre nelle scene buie. Il comparto sonoro è ottimo; il surround è sempre "in azione", rendendo il suono corposo e pieno. In ogni situazione l'audio si presenta dettagliato, chiaro e dinamico.
Contenuti speciali
Trailer
Making of
Questo making of offre 26 minuti di immagini riprese dal set, scene in fase di realizzazione e brevi interviste a regista e attori.
Prove di combattimento
Un video che propone le prove che attori e comparse hanno effettuato per le scene in cui vengono rappresentati i combattimenti.
Galleria foto
Le immagini più rappresentative del film.
Scene eliminate
Sezione che propone (senza possibilità di selezione) 18 minuti circa di scene che non sono state inserite nella versione finale del film.
Interviste
Una serie di interviste agli attori Colin Firth, Ben Kingsley, Aishwarya Rai e Thomas Sangster, e al regista Doug Lefler.