10 cose di noi

Titolo Originale: 10 Items or Less
Un film di Brad Silberling
Genere: Commedia - Stati Uniti (2006) Durata: 82min.
Produzione: Reveal Entertainment, Revelations Entertainment, Mockingbird Pictures, 10 Items. 
Distribuzione: DNC Entertainment
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Una giornata da ricordare
Lontano da Hollywood, lontano dal mondo: nella più sperduta provincia californiana, sorta di colonia ispanica in pieno territorio americano, una declinante star cinematografica si introduce in un sonnacchioso supermercato per studiare il suo prossimo ruolo. Privo di mezzi per tornare a casa, almeno all’apparenza, l’uomo stringerà una solidale amicizia con Scarlet, giovane cassiera originaria della Spagna, e l’aiuterà a prepararsi per un colloquio di lavoro; entrambi avranno molto da imparare l’uno dall’altra…

Il cinema invade la vita
Non si rivedranno mai più Scarlet e il divo senza nome, protagonisti di una giornata unica e indimenticabile che cambierà l’esistenza di almeno uno di loro, in maniera non troppo dissimile da quanto accadeva nello splendido – e comunque molto più sottile e affascinante – Lost in Translation: anche qui abbiamo un attore maturo che inizia alla vita una donna molto più giovane e inesperta, e anche qui due figure (forse due solitudini) che si incontrano e insieme vivono momenti irripetibili, destinati a non avere alcun seguito. Ma su cosa gioca 10 cose di noi, diversamente dal film di Sofia Coppola? Sul discorso (esageriamo) “metacinematografico” della vita che invade il cinema e del cinema che invade la vita, con una star del grande schermo che per la prima volta scopre il mondo “vero” e lo contamina attraverso la sua esperienza; così, un colloquio di lavoro si trasforma in un provino, ogni dettaglio è buono per essere assimilato e, soprattutto, ogni persona recita una parte.
Difficile dargli torto, anche se l’operazione di Brad Silberling – regista diviso fra blockbuster e film sentimental-drammatici – appare un po’ furbetta tanto nei contenuti, vagamente esistenziali, quanto nello stile da cinema indipendente, con camera a mano e lunghe inquadrature dialogate: è innegabile, però, che persino un approccio così ostentatamente intimista sia efficace nel cogliere almeno in parte il clima placido e sonnolento di una provincia americana immersa nelle sue ritualità, dimenticata dai grandi centri e dalla vita attiva, ma non da certo cinema americano “d’autore” (La famiglia Savage e Juno sono solo gli esempi più recenti). Deliziosa la coppia di protagonisti – Morgan Freeman, a conti fatti, interpreta l’alter ego di sé stesso –, musiche suggestive e dialoghi divertenti; un film piccolo e piacevole, che non dura un minuto più del necessario.
Il titolo originale (10 Items or Less, “dieci pezzi o meno”) si riferisce alla tipica “cassa veloce” dei supermercati, ma anche al gioco d’indicare i dieci aspetti che più si amano, o si odiano, nella vita.
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