"Grazie per avermi ascoltato, Charlie Bartlett"
Il giovane e ricco Charlie Bartlett viene espulso da tutti gli istituti privati che frequenta. Costretto a passare a un liceo pubblico, trova il modo di conquistare popolarità facendo da psicologo per gli altri alunni, mischiando buoni consigli a psicofarmaci nei bagni della scuola. Ma non tutte le soluzioni stanno in una pillola…
"La mia famiglia ha sempre uno psichiatra pronto: questo è normale?!"
Charlie Bartlett è una piccola perla cinematografica, un film delizioso e semplice, che tratta in modo soft e garbato tematiche e problematiche del mondo adolescenziale. Non c’è, infatti, nessun ricorso alla forzatura demenziale a mo’ di teen comedy, sgonfiatasi con l’interminabile saga di American Pie, né una volontà eccessivamente moralistica e buonista.
La potenza del film sta tutta in una sceneggiatura fenomenale (firmata Gustin Nash), capace di proporre situazioni e personaggi così vicini alla realtà, di poggiare su dialoghi mai scontati e su riflessioni lecite, di instaurare un rapporto di simpatia immediato tra lo spettatore e i protagonisti, costruendo al contempo una ideale figura di auto-eroe, un perfetto self-made man nel corpo di un adolescente, Charlie Bartlett, fin troppo cresciuto per la sua età.
I personaggi, e gli attori che li interpretano, costituiscono un altro punto di forza dell’impianto filmico: Charlie Bartlett su tutti, e con lui uno strepitoso, anche per capacità proprie (è lui che suona davvero il pianoforte sul testo di Cat Stevens If you want to sing out, sing out), Anton Yelchin che lo interpreta (già visto in Cuori in Atlandide e Alpha Dog) e ricorda vagamente il Kevin Bacon di Footloose. Il protagonista è contraddistinto da una trascinante simpatia e da una spiccata dote di affarista: riesce sempre a trovare il modo giusto per raggiungere la notorietà, passando con nonchalance dalla falsificazione di patenti alla ricettazione di psicofarmaci. In realtà, tradisce un’enorme insicurezza, dovuta a una situazione familiare tutt’altro che rosea (il padre è un evasore fiscale finito in galera, mentre la madre è regredita completamente a causa degli antidepressivi, tanto da assumere Charlie come adulto di riferimento in casa), nonché una profonda fragilità mascherata da ribellione e da ricerca di una notorietà compensativa. Esplicativa e identificativa del personaggio è una maglietta che indossa durante una seduta psichiatrica: “People like you are the reason people like me need medication” (Le persone come voi sono la ragione per cui persone come me hanno bisogno di cure, ndr).
Una piacevole sorpresa è Kat Dennings nel ruolo di Susan (finora molta televisione, ma anche 40 anni vergine e Down in the Valley), ragazza davvero affascinante e impegnata a spalleggiare incondizionatamente Charlie. Ennesima conferma per Robert Downey Jr, nei panni di un preside rigido e autoritario nonché padre apprensivo di Susan, bravissimo a tenere il doppio ambito, lavorativo e privato, su due piani ben differenziati fino alla fine.
"Come posso sperare di diventare un essere vagamente funzionante…?"
Tutti i ragazzi della scuola hanno qualcosa per cui essere ascoltati e Charlie, al di là del fattore economico (rivende antidepressivi) e rivoluzionario (il suo continuo andare contro l’autorità, quasi a denunciare la mancanza di una figura paterna forte), trova una vera vocazione nel rendere la vita altrui meno anonima: riveste il ruolo di adulto di riferimento che manca a ogni adolescente, colui capace di capire i loro problemi (perché coetaneo) e di fornire un rimedio (i suoi consigli valgono più degli psicofarmaci).
La regia di Jon Poll (esordio al lungometraggio) riesce a scandagliare emozioni e ritrosie, primi amori e difficoltà di integrazione, piccole vittorie personali e psicodrammi familiari galoppanti, sempre con molto rispetto per i sentimenti dei personaggi, senza invadere il loro dolore o esaltare la loro eccessiva felicità. Consigliato.
DVD
Caratteristiche tecniche
Formato video: 1.85:1
Formato audio: inglese, italiano e francese dolby digital 5.1
Sottotitoli: inglese, italiano, italiano per non udenti, francese, olandese, danese, finlandese, norvegese, svedese.
La fotografia del film è asettica e non sfrutta appieno l’ottima qualità video. L’audio in 5.1 esalta la colonna sonora e gli accompagnamenti musicali sparsi lungo tutto l’arco della narrazione. Ampia scelta di lingue selezionabili e di sottotitoli, ma forse si poteva lasciare spazio per materiale più interessante.
Contenuti speciali
Limitati i contenuti speciali: allo spettatore rimane la curiosità per un backstage che non c’è, anche se possono rifarsi con il commento al film.
Commento del regista Jon Poll e degli attori Anton Yelchin e Kat Dennings
Il regista e i due protagonisti si ritrovano a commentare l’intero film un anno esatto dopo le riprese, svelando aneddoti divertenti e raccontando retroscena inattesi. Un occhio particolare per le prestazioni di Hope Davis (Marilyn Bartlett, mamma di Charlie) e Robert Downey Jr. (Nathan Gardner) e le scelte dei costumisti per le geniali magliette indossate da Charlie.
Lo studio di Charlie
Un esercizio di montaggio di 3’ e 30” con parte del cast e della crew che si “confida” con Charlie nel suo “studio privato”.
Voodoo degli Spiral Beach
Videoclip della canzone parte della colonna sonora, con immagini tratte dal film.