“Trovatemi una cravatta, e che sia rossa…”
Danny Colt non esiste più: giovane agente di polizia di Central City, è stato ucciso in servizio nel corso di un’indagine, e sul suo corpo senza vita è stato celebrato un solenne funerale. Danny Colt non esiste più… ma siamo sicuri che sia davvero morto?
Sui tetti della metropoli si aggira infatti un misterioso individuo, che nasconde il volto dietro a una maschera e indossa una cravatta di colore rosso acceso: è Spirit, angelo custode di Central City, gattofilo e misteriosamente immune da proiettili e armi da taglio, tale è la velocità di guarigione delle sue ferite. Ma nei bassifondi spadroneggia un folle dotato delle medesime capacità, Octopus, il cui principale intento è trovare la fonte che aumenterebbe a dismisura il suo potere…
Buona presenza di Spirito
Scordatevi le omonime strisce del grande Will Eisner, apparse dal 1940 al 1952 nei supplementi domenicali a colori dei quotidiani statunitensi: in questo passaggio al cinema The Spirit è filtrato attraverso lo sguardo – decisamente più notturno – di Frank Miller, che lo rilegge alla maniera di una sua personale graphic novel. Ed è impossibile, allora, non pensare a Sin City (prima regia di Miller, in collaborazione con Robert Rodriguez) poiché le soluzioni visive derivano quasi interamente da lì, e dal tentativo di proporre un fumetto in movimento tramite scenografie digitali e svariate tecniche di elaborazione dell’immagine (l’apparenza “cartacea” della cravatta del protagonista, gli scontri con i malviventi proiettati sui muri come cartoon a silhouette).
Ingiusto e inappropriato parlare di violenza sull’opera di Eisner: calandolo in una città che riesce a essere cupa e fumosa anche con il sole, Miller mette qui in scena il “suo” Spirit e gioca fra l’arcinota poetica hard boiled – narrazione fuori campo stile noir, donne bellissime e letali, il rapporto morboso con la metropoli – e un parzialmente inedito humor nero, surreale. Aspetto, quest’ultimo, non così lontano dalle sue corde come si potrebbe immaginare (basti pensare alla breve storia Palla di Lardo e Bamboccetto, in Alcol, pupe e pallottole), e comunque vicino al piglio ironico e scanzonato del fumetto originale. Chi si aspetta un nuovo Sin City, insomma, rimarrà deluso: le tracce ci sono, e sono le stesse che accompagnano Miller dai tempi di Daredevil, ma il film tende decisamente al grottesco, con un accumulo di materiali e spunti eterogenei che ne costituiscono la maggior forza. Pur nella cornice avventurosa, infatti, le trovate folli e il non sense dominano sul resto, in un impasto di discreta originalità che però rischia di non accontentare nessuno, né i seguaci di Miller né gli amanti di Eisner, e che probabilmente verrà considerato sin troppo bizzarro.
Ma The Spirit merita comunque un minimo di fiducia, se non altro in quanto variante grottesca dei comic movies e per la simpatia di Gabriel Macht, giusta faccia da schiaffi per interpretare questo detective dongiovanni e un po’ cialtrone; peccato soltanto che Miller rischi a tratti di essere verboso, e che il cast di femmes fatales sia abbastanza insipido, anche se il divertito Samuel L. Jackson – la nemesi di Spirit, Octopus – è decisamente in parte.
Da vedere i titoli di coda, affiancati dagli artwork dello stesso Miller.
DVD
Caratteristiche tecniche
Formato video: 2.35:1
Formato audio: inglese, italiano e spagnolo Dolby Digital 5.1, catalano stereo
Sottotitoli: italiano, inglese, danese, norvegese, spagnolo, svedese, ebraico, finlandese
Il DVD, proposto da Sony Pictures Home Entertainment, è caratterizzato da immagini nitide e pulite, anche se mancano un po' in definizione. Niente che possa disturbare la visione, comunque.
Il sonoro è buono, con una dinamica molto pronunciata e una pulizia degli effetti sorprendente.
Contenuti speciali
Commento del regista e della produttrice
Miller parla di Miller
Featurette su Frank Miller.
Un mondo di effetti speciali
Un interessante approfondimento sugli effetti speciali utilizzati per la realizzazione del film.
Storyboard con finale alternativo