Ha inizio la grande avventura…
Lady Sarah Ashley non è mai stata così lontana da casa: giunta nell’Australia del 1939 dalla natia Inghilterra, si trova a contatto con un mondo duro, polveroso e sconfinato, dove i bianchi controllano il commercio di bovini e gli aborigeni vengono impietosamente discriminati. Ma la minaccia maggiore, per lei e per la sua tenuta di Faraway Downs, proviene dal ricco e potente King Carney, determinato a sottrarle la proprietà e il bestiame.
Lady Ashley dovrà quindi adattarsi alla nuova situazione e avvalersi dell’aiuto di Droven, un mandriano rude ma pieno di risorse…
Luhrmann e la causa del kolossal
Non c’è più spazio per le follie da Moulin Rouge!, per il gioco bizzarro delle immagini o per il gustosissimo sfarzo kitsch delle scene: a otto anni da quel musical che tanto aveva fatto parlare di sé (e con merito), Baz Luhrmann sposta lo sguardo su un’altra sua passione giovanile, il cinema epico, e si converte alla causa del kolossal con in mente i grandi classici che furono. Perché Australia, in fondo, mira ad affermarsi come il Via col vento del continente oceanico (ma con messaggio di fratellanza universale), e del kolossal ha davvero di tutto e di più. A cominciare dalla durata, peraltro non faticosa, e dalla mescolanza di generi che si alternano lungo tutto l’arco narrativo: il western dei mandriani e degli spazi sconfinati, i toni da commedia brillante nell’incontro/scontro fra i sessi, il melò dell’amore fra gli opposti, la guerra nell’attacco aereo giapponese a Darwin, sorta di apocalisse risolutiva per il destino dei personaggi.
Ma la causa del kolossal è perseguita da Luhrmann anche nei suoi aspetti più scontati, compresa una certa linearità del linguaggio visivo; dopo un avvio promettente per scelte di montaggio e costruzione delle inquadrature, il film si adagia infatti sui modelli canonici dello stile “medio” hollywoodiano, professionale e privo di guizzi, attento per lo più alla buona riuscita della confezione spettacolare. E momenti spettacolari o persino epici non mancano, poiché Australia lavora sul fascino del viaggio, sul mito delle grandi imprese e sull’affetto solidale fra chi le compie, ma non trova adeguato supporto in una sceneggiatura che – pur scritta a otto mani, fra cui quelle di Luhrmann, anche autore della storia – si affida sin troppo a cliché e situazioni stereotipate, giustificate solo in parte dalla natura “classica” dell’operazione. E’ facile, insomma, intuire la conclusione di una sequenza prima che questa sia finita.
Stereotipate (o classiche, che dir si voglia) appaiono pure le relazioni fra i personaggi: non solo la contrapposizione netta fra protagonisti “buoni” e antagonisti “cattivi”, comunque legittima nella dimensione avventurosa del film, ma in particolare lo schema di attrazione/repulsione che oppone la figura principale maschile a quella femminile, il primo ovviamente rude e sanguigno, e la seconda raffinata e snob, precipitata in un mondo lontanissimo, in tutti i sensi, dalla natia Inghilterra; uno schema, questo, tanto inefficace nei suoi risvolti umoristici quanto inadeguato alle caratteristiche di Hugh Jackman e Nicole Kidman, decisamente più a loro agio altrove e qui schiacciati dalle ambizioni della produzione (la Kidman, fra l’altro, ha recentemente confessato di non essere soddisfatta della sua performance, e di “non riconoscersi nel film”).
Un omaggio sincero, ma non pienamente riuscito, a un cinema che non c’è più, e che Australia difficilmente potrà rilanciare.
Blu-Ray
Caratteristiche tecniche
Formato video: widescreen
Formato audio: inglese DTS HD 5.1; italiano e tedesco DTS 5.1
Sottotitoli: inglese, italiano, italiano per non udenti, tedesco
La resa visiva non smentisce le qualità del supporto Blu-ray, e con la sua nitidezza e brillantezza restituisce al meglio la sontuosità del kolossal di Baz Luhrman.
Ottimo anche il sonoro, che garantisce un potente effetto surround nelle scene d'azione, e un giusto risalto dei dialoghi quando necessario.
Contenuti speciali
Gli extra di questa edizione Blu-ray, distribuita da 20th Century Fox Home Entertainment, sono piuttosto scarni dal punto di vista della quantità, ma la qualità è al contrario molto curata.
Dietro le quinte
L'elemento su cui regge l'intero comparto degli extra: si tratta di un lungo e dettagliatissimo dietro le quinte della durata di un'ora e dieci minuti, suddiviso per argomenti (scenografie, costumi di scena, effetti visivi, fotografia, locations, colonna sonora...). Gli autori e i realizzatori si soffermano accuratamente su ogni singolo aspetto della produzione.
Speciale
Breve featurette (poco meno di sette minuti) in cui una voce fuori campo spiega la relazione che il film intrattiene con la storia australiana, presentando al contempo il regista e gli attori. Il filmato è introdotto da una curiosa didascalia che avverte gli eventuali spettatori aborigeni di fare la massima attenzione, poiché il filmato stesso potrebbe contenere le voci e le immagini di persone decedute.
Scene tagliate
Due sequenze escluse dal montaggio definitivo: piuttosto brevi e poco significative, non aggiungono dettagli di particolare rilevanza alla storia.