Mr. Beaver

Voto: 4/5 - 
Titolo Originale: The Beaver
Un film di Jodie Foster. Sceneggiatura: Kyle Killen
Genere: Commedia, Drammatico - Stati Uniti (2011) Durata: 91min.
Produzione: Anonymous Content. 
Distribuzione: Medusa
Data Uscita cinema: 20/05/2011
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Io… e il castoro
Walter Black, ex manager di successo di una società che fabbrica giocattoli nonché padre di famiglia, soffre di una grave forma di depressione, che gli impedisce di riprendere il controllo della propria vita e lo conduce sull’orlo del suicidio… almeno fino alla comparsa di un pupazzo dalle fattezze di castoro.

Immagini di Famiglia
Jodie Foster (due volte premio Oscar come attrice) torna a vestire i panni del regista, presentando fuori concorso all’ultimo Festival di Cannes il film The Beaver. Ancora una volta la Foster si concentra sull’indagine delle dinamiche relazionali familiari, ma abbandonando gli schemi di analisi adottati nei suoi due precedenti lavori. Nel 1991 firma Il mio piccolo genio, tenerissima storia di una ragazza madre e del suo bambino prodigio che, fra ristrettezze economiche e inesprimibile genialità, consolidano, dopo un sofferto allontanamento, il proprio legame viscerale. Nel 1995 realizza la commedia frizzante A casa per le vacanze, manifesto del soffocamento parentale, per cui le aspettative e l’apprensione dei genitori, i confronti e le incomprensioni tra fratelli, rendono la convivenza tollerabile giusto la durata di un pranzo nelle feste comandate. Una delle protagoniste allora suggellava «Siamo una famiglia. Non dobbiamo piacerci per forza!». Proprio dal ribaltamento di quest’ultimo assunto pare riprendere il percorso della regista, ben più articolato rispetto al passato.
La comunicazione/incomunicabilità in una famiglia non è trasmessa geneticamente e non persiste stante il vincolo di sangue. La Relazione, sostegno dei contenuti quotidiani, si pone, dunque, come una difficile costruzione collettiva nel corso fluido del tempo. Che la marionetta, intorno alla quale si catalizza l’intera vicenda nel bene e nel male, sia non a caso un castoro (animale che edifica dighe per delimitare la propria tana), rappresenta nella sua accezione globale il simbolo dell’ambivalenza tra costruzione e distruzione nel confronto/scontro costante in cui i rapporti generazionali (vedi il rapporto tra Walter e i suoi due figli) e di coppia (il legame tra Walter e sua moglie, ma anche quello tra Porter e Norah) si valorizzano o al contrario si svalutano. Tutto apparentemente molto semplice, se non fosse per le imprevedibili e impenetrabili derive del sentire umano, disegnate da una salda sceneggiatura, equilibrata e al contempo sorprendente. Il film si apre sull’insanabile stato di depressione patologica da cui è affetto Walter Black (un ritrovato Mel Gibson). Non se ne dà una ragione precisa, semplicemente una voice over riferisce: «Questa è un’immagine di un uomo che un tempo è stato felice e innamorato, e che ora non lo è più. Come se fosse morto, ma il suo corpo fosse ancora presente». Sull’«Immagine» come esteriorizzazione e filtro dei sentimenti si sviluppa l’intero sottotesto del film. Walter, allontanato dalla moglie (la stessa Jodie Foster) per evitare che i figli subiscano ulteriormente il malessere del padre, si abbandona all’alcolismo e tra le bottiglie vuote in un bidone della spazzatura trova la marionetta di un castoro, oggetto senza valore, dall’aspetto fragile e logoro, abbandonato in un luogo squallido. L’immedesimazione è istintiva. Walter non solo prende con sé la marionetta, ma da subito la infila al suo braccio. Oggettivizza simbioticamente il suo stato nel modo più irrazionale e imprevedibile: salva la marionetta come surrogato dell’atto di salvezza che non riesce a fare verso se stesso. Da allora Mr. Beaver (castoro) diviene il suo alter ego, una nuova immagine eccentrica e destabilizzante con cui riprenderà a interloquire con il mondo. Se la trovata di Walter appare tollerabile come la più tenera delle follie, non del tutto differenti risultano nella loro “normalità” gli altri personaggi. Sua moglie si è rifugiata nel lavoro, ovvero progettare montagne russe con partner asiatici con cui collabora esclusivamente via web, pertanto assorbendo filtri e codici di comunicazione estremamente mediati; il figlio maggiore Porter annota su dei post-it le caratteristiche di suo padre per evitare programmaticamente gli stessi comportamenti (errori?); inoltre, per rimuovere le occasioni di similitudine, si spersonalizza, indagando le identità dei suoi compagni di scuola, affinché i compiti commissionatigli da questi ultimi su pagamento risultino credibili agli occhi degli insegnanti. Infine, Norah, la ragazza con cui Porter stringe una relazione, saprebbe esprimere il dolore legato alla perdita del fratello solo attraverso i graffiti e la street art astratta, vietatale dalla madre. I protagonisti si esprimono concretizzando in una rappresentazione sostitutiva i propri sentimenti, innescando un corto circuito comunicativo in cui a lungo andare dinanzi al reiterato rischio dell’incomprensione si preferisce tacere e chiudersi in se stessi. Sarà stata forse questa la vera causa dell’inaridirsi di Walter (oltre ai celati accenni a una simile tristezza che affliggeva anche suo padre)?
Il finale conciliante, ma per nulla felice e scontato, chiude specularmente all’incipit, affidandosi alla medesima voice over onnisciente (astrazione estrema della storia narrata). In realtà Jodie Foster, riportando il finale all’inizio, conduce lo spettatore a recuperare il vero messaggio in un particolare nascosto nelle sequenze iniziali, ovvero lo stralcio di film in tv che in sottofondo ai comici tentativi di suicidio di Walter fa risuonare la massima: «Affrontare il passato può danneggiare il presente. Non affrontare il passato (rimuoverlo/sostituirlo) può danneggiare il futuro!».
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  • Numero commenti: 11
  • James
    James
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    up anti cut off

  • Livello: 0
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    Aggiunto il sondaggio.
  • Darton
    Darton
    Livello: 5
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    visto. mi è piaciuto davvero e sono rimasto contento che non sia scaduto nelle solite considerazioni trite e ritrite. anche il finale è da apprezzare.
  • kail Relax
    kail Relax
    Livello: 0
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    visto ieri e non mi sono neanche addormentato, è già qualcosa
  • BlackWizard
    BlackWizard
    Livello: 3
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    Questo non me lo lascio sfuggire
  • JasonStatham
    JasonStatham
    Livello: 1
    N° Post: 53
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    Sinceramente l'idea di vedere mel gibson famoso per ruoli diciamo piu' "action" recitare in un film con sul braccio un pupazzo non mi sembrava il massimo,invece sono sincero sono rimasto sorpreso e contento nel vedere che non solo è un film serio ma anche molto profondo con un ottimo Mel gibson e una brava jodie foster sia nei panni dell'attrice che della regista per aver tirato fuori un film del genere a tratti anche originale con una buona trama e ottimi risvolti che aiutano anche ad entrare e capire meglio il mondo dei malati di depressione.Consigliatissimo Voto:7
  • sav23
    sav23
    Livello: 0
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    visto ieri gratis (con tessera 3) davvero un gran bel film...mi è piaciuto moltissimo

  • Livello: 0
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    Contrariamente a ciò che sembra, è davvero un buon film. Meno scontato di quanto si può immaginare, un film da 6,5 penso.
  • S3phiroth
    S3phiroth
    Livello: 7
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    Non mi ispira per niente devo dire, e in ogni caso l'avrei boicottato per la presenza di Mel Gibson
  • Darton
    Darton
    Livello: 5
    N° Post: 11340
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    è un annetto che aspetto questo film. sono proprio curioso.
  • Matx96
    Matx96
    Livello: 4
    N° Post: 6945
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    Che mi dite di questo film? Sembra bellissimo dalla recensione e dal trailer *_*
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