«Se è vero ciò che dici, che è lui ad avere la Bacchetta di Sambuco, ho paura che tu non abbia nessuna possibilità.»
Avevamo lasciato il malvagio Lord Voldemort che si era impossessato della Bacchetta di Sambuco, strumento dal potere invincibile. Harry Potter e i suoi si prefiggono di trovare e distruggere gli ultimi Horcrux rimasti, i contenitori dell’anima di Voldemort. Li troveranno nella Gringott Bank e nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, il luogo dove tutto è cominciato e dove avverrà lo scontro finale tra Bene e Male…
This is the end
Dopo dieci anni, otto film, quattro registi che si sono succeduti alla guida (fino al monopolio del mestierante David Yates), i più grandi attori britannici coinvolti, attori ragazzi che si sono visti crescere sullo schermo, incassi miliardari, gadget e uscite che rincorrevano quelle dei best seller della Rowling, anche la saga in franchising per definizione, il fenomeno congiunto editoriale e cinematografico sul maghetto dagli occhialini tondi, è giunta alla conclusione. E questo ultimo capitolo della serie viene presentato in due parti distinte, con la seconda, per chiudere in bellezza, finalmente in 3D. E, come prevedibile, la dimensione tridimensionale fa da grancassa spettacolare, diventa il valore aggiunto di un’operazione cinematografica fondata sull’immaginifico e sullo sbalorditivo, ma sempre mantenendosi nelle coordinate del gusto estetico che richiede una fedele traduzione in immagini dei libri della Rowling. Un immaginario fantasy fatto di manieri gotici, con cunicoli e passaggi segreti, e draghi alati sputafuoco, bacchette incantate e scope volanti, pozioni magiche e folletti.
Si può vedere il film senza aver visto la prima parte? O senza aver visto tutti, quando non alcuno – eresia – degli altri capitoli? E senza aver letto i romanzi? Il fenomeno Harry Potter è uno di quei casi, tipicamente british come lo era James Bond, di cinema che rincorre un’opera letteraria in progress, che cresce in simbiosi con essa, che segue il percorso della pura illustrazione del testo, non della sua reinvenzione, avvalendosi di effetti speciali d’avanguardia per rendere, senza sconti, tutta la sontuosità dell’immaginario fantasy dell’autrice. Una scrittrice che peraltro scrive in un bellissimo inglese, oggetto di studi e congressi letterari, e che trova la sua piena trasposizione in quella britannicità perfettamente rispettata dai film, spesso interpretati da grandi attori di provenienza teatrale shakespeariana, come Ralph Fiennes. È la stessa Rowling ad aver spinto per attori della perfida Albione. In questo episodio va poi registrato il lavoro magistrale di Helena Bonham Carter, che interpreta in maniera diversa, cambiando postura e stile di recitazione, la vera Mangiamorte Bellatrix Lestrange nonché Hermione che ne ha assunto le sembianze grazie alla Pozione Polisucco. Anche il cinema degli effetti speciali non funzionerebbe senza attori capaci.
Se i fan di Harry Potter in tutto il mondo hanno sempre scalpitato per le uscite letterarie e cinematografiche, è difficile per il neofita districarsi tra spade di Grifondoro, Basilischi e Mangiamorte. Eppure il film può funzionare come grande giocattolone cinematografico, come avventura visiva pura, anche se non se ne comprende la trama. E addirittura uno dei momenti più spettacolari è quello della rapina alla banca dei folletti, realizzato con tutti i crismi dell’heist movie (film di rapina), che vede protagonisti i rapinatori stessi, alla Ocean's Eleven, con una rocambolesca fuga tra montagne russe e draghi che fanno da guardia. E tutto il film si gioca, come per la serie di 007, sul continuo cambio di location, sul perpetuo movimento: un vero e proprio “scopa volante movie”. Dall’edificio a suo modo severo della Gringott Bank, con marmi e colonnati sghembi, a Hogwarts con le sue guglie e le vedute a strapiombo e gli interni in stile Tudor, alle spiagge sabbiose del Galles, ai loch scozzesi: sempre mantenendosi su un’estetica autenticamente british, e non risparmiando personaggi in kilt, come Aberforth Silente.
L’ultimo cliché cinematografico che viene ripreso è quello del film di guerra. Battaglie, ponti distrutti, duelli a suon di bacchetta magica in un film che si rivela decisamente cupo. Ma il facile manicheismo della guerra delle forze del Bene contro quelle del Male è stemperato da personaggi sfaccettati, come quello di Draco. E persino il personaggio malvagio puro, Voldemort, mostra affetto per il suo sodale serpente Nagini.
Gli ingredienti sono tanti, il film complesso. Si può vedere anche se si è dei semplici e inconsapevoli babbani.
Blu-Ray
EDIZIONE DOPPIO BLU-RAY + DVD + COPIA DIGITALE
Caratteristiche tecniche
Formato video: 2.40:1
Formato audio: inglese DTS HD Master Audio 5.1; italiano, francese, olandese e tedesco Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: inglese per non udenti, italiano per non udenti, tedesco per non udenti, ebraico, sloveno, francese, olandese, serbo-croato
Contenuti speciali
Maximum Movie Mode - La distruzione di Hogwarts
Scene inedite mai viste al cinema
L’ultimo saluto di cast e tecnici
Dentro la storia - Una raccolta di contenuti speciali per scoprire tutti i segreti del film:
- Le parole di J. K. Rowling e Daniel Radcliffe
- When Harry Left Hogwarts: il processo creativo
- La Banca dei Maghi Gringott
- Le donne di Harry Potter
Warner Bros. Studio Tour London
J.K. Rowling presenta il suo nuovo sito web
EDIZIONE BLU-RAY 3D + DOPPIO BLU-RAY 2D + COPIA DIGITALE
Caratteristiche tecniche
Formato video: 2.40:1
Formato audio: inglese DTS HD Master Audio 5.1; italiano, francese, olandese e tedesco Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: inglese per non udenti, italiano per non udenti, tedesco per non udenti, ebraico, sloveno, francese, olandese, serbo-croato
Contenuti speciali
Maximum Movie Mode - La distruzione di Hogwarts
Scene inedite mai viste al cinema
L’ultimo saluto di cast e tecnici
Dentro la storia - Una raccolta di contenuti speciali per scoprire tutti i segreti del film:
- Le parole di J. K. Rowling e Daniel Radcliffe
- When Harry Left Hogwarts: il processo creativo
- La Banca dei Maghi Gringott
- Le donne di Harry Potter
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