The Eagle

Voto: 3/5 - 
Titolo Originale: The Eagle
Un film di Kevin Macdonald. Sceneggiatura: Jeremy Brock
Genere: Storico, Avventura - Regno Unito (2011) Durata: 114min.
Produzione: Toledo Productions, Film4, Focus Features. 
Distribuzione: BIM Distribuzione
Data Uscita cinema: 16/09/2011
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«L’Aquila non è un pezzo di metallo, l’Aquila è Roma»
II secolo d.C., Marco Aquila è un valoroso comandate romano. Nel combattimento in un’arena il suo pollice nel pugno salva la vita al perdente, il britanno Esca, che gli viene regalato come schiavo. Tra i due nasce una profonda amicizia. Marco decide di portarselo dietro in una missione oltre il Vallo di Adriano, sulle tracce della Nona Legione, comandata da suo padre Flavio sotto l’insegna dell’Aquila dorata, di cui non si hanno notizie da vent’anni…
Tratto dal romanzo storico di Rosemary Sutcliff.

«Lui non è uno schiavo. E ne sa di onore e libertà molto più di quanto ne sappiate voi»
Da sempre il cinema di genere può essere visto come lo specchio dei sentimenti, delle angosce di una nazione. Nei film di fantascienza degli anni Cinquanta gli extraterrestri erano chiaramente un riflesso della minaccia sovietica, Godzilla l’incarnazione della psicosi nucleare. Facile vedere anche in The Eagle, già nella prima scena dei barbari Britanni che esibiscono la decapitazione dei prigionieri romani, lo specchio dei Talebani, contro l’Impero Americano. Non importa che i Romani fossero un popolo invasore, i proclami del britanno tagliatore di teste hanno tutta l’aria delle farneticazioni di tanti terroristi attuali. E il Vallo di Adriano, edificato proprio come protezione dalle tribù ribelli della Caledonia, sembra trovare un corrispettivo, nella storia contemporanea, nel muro israeliano. In generale il film è incentrato sullo scontro tra civiltà e barbarie, ponendosi nettamente dalla prima parte. Non è un caso che Esca scelga il mondo civile, anche se con la prospettiva di tornare a essere uno schiavo. Singolare che a salvare i due protagonisti raggiunti dai guerrieri selvaggi, i classici “nostri” che arrivano, sia un plotone di Romani imbolsiti, grassi e con capelli e barba lunghi, quasi dei barbari a loro volta. Ma sono gli scudi e le armature, e la loro sofisticata strategia tattica, come nella scena iniziale dell’assedio, ad avere la meglio sui barbari tribali, agghindati di orpelli superstiziosi e ridicoli. Proprio come oggi sono la tecnologia e le tattiche belliche a determinare la superiorità di un esercito, seppure più esiguo numericamente. Conferma di questa impostazione è il fatto che i Romani siano interpretati da attori americani, sottolineando l’identificazione storica dei due imperi, mentre i Britanni da inglesi. È l’inversione della convenzione dei kolossal classici hollywoodiani, che vedeva i Romani impersonati da attori britannici, dall’eloquio più raffinato, mentre gli schiavi da americani dalla lingua viva e sciolta. Scelte diverse che riflettono impostazioni ideologiche precise. Lo stesso regista sottolinea i paralleli con l’attualità e il tema di fondo dell’imperialismo e dello stravolgimento delle culture dei paesi occupati. Peccato che il tema non sia in realtà nemmeno impostato, e si sciolga in quella faciloneria ideologica di cui sopra.
Dalla sua The Eagle vanta però un realismo di stampo documentaristico, ottenuto evitando il ricorso agli effetti CGI, girando nelle location reali delle Highlands scozzesi. È il retaggio che si porta dietro il regista, autore del bel film-documentario La morte sospesa, con cui The Eagle condivide il tema della lotta per la sopravvivenza.
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  • Numero commenti: 6
  • James
    James
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    upppppp
  • Solomon
    Solomon
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    Mi è piaciuto assai ma vabeh...quando si parla di Roma antica sono di parte
  • Leroy
    Leroy
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    Voto: 7 Sinceramente non mi aspettavo fosse così ben fatto ... La trama non sarà un granchè, ma è veramente carino. Poi un film sui romani da me è sempre ben accetto
  • Il Confin...
    Il Confin...
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    Non sono d'accordo con la visione del recensore, non ho riscontrato queste somiglianze tra passato e presente. Nel film anche i barbari hanno la loro dignità, semmai non è stata approfondita a dovere la figura di Esca, per cui la scelta finale a favore dei romani risulta poco comprensibile.
    In ogni caso si tratta di un film pregevole, che una volta tanto presenta una credibile ricostruzione storica, almeno dal punto di vista dei Romani: i Pitti così simili agli indiani d'America sollevano qualche dubbio in più.
    Un altro elemento a favore della pellicola è la coerenza interna: è un film d'azione in cui ci viene fortunatamente risparmiata la solita figura femminile stereotipata, o la solita storia d'amore fuori contesto. Un film senza donne, in cui non se ne sente la mancanza.

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    concordo dopo 5 minuti volevo smettere di guardarlo x i miei gusti era iniziato proprio male,un pò lento.. tempo 10 minuti decolla e non si ferma piu fino alla fine,tiene incollato allo schermo fino all'ultimo.mai banale,mai scontato,anche gli importanti temi non cadono mai nella banalità e anche quando le cose vanno "come prevedibile",succede tutto sempre con ottima eleganza senza scene da americani.stile ballla coi lupi insomma.gesti prevedibili ma solenni. 8/10 non il nuovo gladiatore,come detto da Jason.ma non vuole neanche esserlo.è un bellissimo film a sè,che prende dai romani solo la tenacia e l'orgoglio dell'essere romani.ma si potrebbe togliere l'aquila e raccontare un problema di popoli sconosciuti,conquistati e conquistatori,col reciproco attaccamento ma anche la capacità di andare oltre il concetto di popolo,per dare piu valore all'amicizia alla fedeltà e alla riconoscenza tra uomini
  • JasonStatham
    JasonStatham
    Livello: 1
    N° Post: 53
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    A me è piaciuto e anche molto divertente appassionante e con un ottimo channing tatum, bella la storia che rimane appassionante tutto il film condita con molti flashback riguardanti il protagonista, belle ambientazioni e le scene di lotta molto ben eseguite e dirette non è il nuobo GLADIATORE per carita' ma un piu' che buon film.
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