War Horse

Voto: 2/5 - 
Titolo Originale: War Horse
Un film di Steven Spielberg. Sceneggiatura: Lee Hall, Richard Curtis
Genere: Avventura, Drammatico - Stati Uniti (2011) Durata: 146min.
Produzione: Amblin Entertainment, The Kennedy/Marshall Company, DreamWorks. 
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data Uscita cinema: 17/02/2012
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Matto come un cavallo
Joey è un puledro scozzese che viene acquistato dall’agricoltore Ted Naracott per arare i campi della sua fattoria e salvarla dalle rapaci mire del padrone che vorrebbe sfrattarli. Addestrato dal testardo figlio Albert, Joey diventa il suo inseparabile amico finché Ted Narcott non decide di venderlo per pagare l’affitto. Joey diventa così un cavallo di fanteria inviato a combattere in Europa nel corso della Prima Guerra Mondiale. Durante il conflitto Joey vivrà incredibili e pericolosissime avventure, mentre il suo amico Albert, arruolatosi nell’esercito, ne è alla costante ricerca…

Salvate il cavallo Joey!
Direttamente dalle pagine di Michael Morpurgo e dal successivo spettacolo teatrale allestito a Broadway, ecco arrivare sui nostri schermi la parabola di amicizia equina tra l’indomabile cavallo Joey e l’ingenuo ragazzino Albert (Jeremy Irvine, alla sua prima esperienza di rilievo su grande schermo). L’ultimo parto di Steven Spielberg, War Horse, ci riporta ai temi classici della guerra (niente a che vedere con i virtuosismi registici di Salvate il soldato Ryan, per intenderci), del conflitto generazionale, dell’amicizia tra “diversi”, conditi con molto melodramma e battendo sentieri che vorrebbero forse essere molto selvaggi, ma non lo sono nemmeno un po’.
La trama, come anticipato, è piuttosto prevedibile. Agli albori della Prima Guerra Mondiale, un ragazzino scozzese di nome Albert incontra un cavallo: Joey, tra i due scocca la scintilla, e quadrupede e umano diventano inseparabili. Purtroppo le vicende familiari e quelle storiche si intrecciano inesorabilmente portandoli alla separazione. Il primo, poiché ancora minorenne, sarà costretto a rimanere a casa a badare alla fattoria e a un padre beone: Ted (Peter Mullan, che nella finzione cinematografica è ammogliato al premio Oscar Emily Watson), il secondo invece verrà inviato sul campo per servire il paese come cavallo di fanteria. Inutile aggiungere che Joey vivrà tutto un succedersi di avventure, cambiando di volta in volta padrone, dagli scozzesi ai “crucchi”, passando per le incantevoli mani di una deliziosa bambina francese che lo porteranno a scrutare il vero volto della guerra. Una messa in scena classica e una colonna sonora di John Williams che di volta in volta ci suggerisce cosa dovremmo provare ne fanno un film disneyano perfetto, adatto a un pubblico di famiglie che ne apprezzerà il crescendo senza particolari scossoni, fino all’atteso finale che omaggia, guarda un po’, Via col Vento.
La battaglia vista attraverso gli occhi di un cavallo, dicevamo: Joey diventa infatti riflesso dei proprietari di turno, con le loro paure, piccolezze o grandi gesti di eroismo. Quello che però, almeno in Tin Tin , era il vero piacere dell’avventura, qui si perde a favore di una narrazione piatta, il cui unico brio registico emerge durante una folle cavalcata nella no man’s land tra gli eserciti opposti, episodio che diventa occasione per un siparietto macchietti stico con spargimento di buoni sentimenti. Ora, di cosiddetti “buoni sentimenti” è cosparso anche Hugo Cabret, che concorre con War Horse per la statuetta di Miglior Film, ma il paragone non regge. Là dove la fascinazione, il senso del meraviglioso, la magia del cinema la fanno da padroni, qui sono annegati nel mostrare quanto sia dura la vita in trincea.
Decisamente ben lungi dagli inquietanti punti vista de Lo squalo , quest’ultimo lungometraggio di Spielberg non rende onore alla lunga carriera del regista e le sei candidature agli Academy Awards sono decisamente troppe.
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  • Numero commenti: 39
  • MatKam
    MatKam
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    bello..l'ho visto a casa di un amico e mi è piaciuto..dal trailer non mi aspettavo nulla di piu ne nulla di meno.. 8
  • Togg
    Togg
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    up anti cut-off
  • Lucignolo
    Lucignolo
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    Voto 7. Molto belle le musiche ma tutta la colonna sonora in generale. A domani per una rece....ora ci sono gli oscar..
  • xander.XVII
    xander.XVII
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    A me è piaciuto abbastanza, ma c'erano errori storici, anche se non di particolare rilievo,non m'è piaciuto come è stata gestita la diserzione dei due, il tempo è rapidissimo , si passa dal 1914 al 1918 e non si sa come i due cavalli (quello nero e Joey) siano sopravvissuti ad un lasso di tempo così lungo, poi parlano tutti inglese? I tedeschi sono come dei mostri assassini di bestie, come se gli inglesi non li usassero per lo stesso motivo, poi il ragazzo non si quando,come e dove s'arruola, lo ritroviamo a random in trincea nel 1918(cioè 4 anni dopo che se ne è andato il cavallo), quando muore il suo amico nel gas fottesega ma per il cavallo sono tutti pronti ad assaltare le mitragliatrici, non si capisce come da cieco torni miracolosamente a vedere. Cioè carino per quello, un bel 7 glielo do volentieri, ma come trama non m'ha convinto. Sul lato tecnico delego ad altri perché non sono un esperto.
  • VickPS
    VickPS
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    Originariamente scritto da il pastore
    Per me il regista è autore,quindi tengo sempre conto della sua poetica e cifra stilistica,rintracciabile nella sua filmografia:per quanto mi riguarda e per quelle che ritengo le mie linee guida (cioè correnti di pensiero) la sola tecnica (pur se invidiabile) non basta,impossibile per me non rovistare nella materia (con delle eccezioni per certo cinema,ovvio).Tenedo conto di questo,e del fatto che si parla dei migliori di tutti i tempi,non posso escludere il resto del mondo,ecco perché Spielberg non troverebbe posto in classifica (la mia),nelle prime posizioni.Con questo non voglio certo svilire o ridimensionare un regista come Spielberg,che sicuramente la strada della storia del cinema l'ha traversata di sicuro,soprattutto nei tempi in cui la professionalità autoriale,l'intrattenimento,le istanze mainstream e il fanciullino vibravano all'unisono (ecco la sua poetica).
    Sono d'accordo e rispetto l'opinione. Non vorrei però che tu abbia frainteso, perchè io non considero assolutamente Spielberg sola tecnica, nel modo più assoluto. Anzi, considero Spielberg il regista più capace di toccare i sentimenti e le emozioni del pubblico sin dagli esordi. Capacità che tocca il suo punto massimo (in modo drammatico) in A.I., che continua a commuovere perfino le persone che più lo detestano. Nel mio caso, A.I. mi ha seriamente distrutto emotivamente come nessuna pellicola (e nessun evento nella vita) prima d'ora. Lo guardai in compagnia e, per far virile, mi trattenni con fatica, troppa fatica, fino allo stremo, tanto che allo giungere dei titoli di coda corsi a razzo in bagno piangendo per almeno un'ora abbondante... abbracciandomi da solo. L'ho recentemente recuperato in BD, ma devo ancora trovare il coraggio di affrontare la visione.
    Originariamente scritto da il pastore
    Torando a Ryan comprendo benissimo quello che dici,e lo condivido per buona parte,ma quella retorica è decisamente tronfia,insistitamente campanilistica,tanto da farmi venire più di un dubbio sulla bontà e l'onestà dell'operazione.Non sono un anti-retorico a priori,anzi,la tollero benissimo e non mi dispiace,ma quando ha la meglio sull'equilibrio narrativo e filmico mi urta e quando è faziosa ancor di più.
    Sono sincero, ma davvero tutta questa retorica non l'ho vista, e nemmeno queste macchinazioni oscure e disoneste. Se potessi essere più specifico mi farebbe piacere. Spielberg nel tentativo di bissare il successo di critica ricevuto da Schindler's List ha realizzato un film sulla falsariga del precedente, ma ambientato nella seconda guerra mondiale, mettendoci tutto se stesso e le sue capacità. Non c'è null'altro dietro ed è palese durante la visione di qualsiasi Making-Of di quel film.
    Originariamente scritto da il pastore
    Domanda,hai mica visto Prima linea di Aldrich?
    No, mi manca. Spero in un'uscita in BD per rimediare.
    Originariamente scritto da il pastore
    La sottile linea rossa l'ho visto hai tempi e lo ricordo sì,ma non benissimo,ma la voce interiore è sicuramente una prerogativa del modo di far cinema di Malick (decisamente più originale come narrazione).
    La Sottile Linea Rossa è un capolavoro, che merita decisamente di essere visto più e più volte. Per altro, come anche ogni film di Spielberg, in BD è un'edizione definitiva, Scan 4K dai negativi originali di camera 35mm: (vedi immagine) (vedi immagine) (vedi immagine) (vedi immagine) E come ogni film merita di essere fruito SOLO in questa maniera... o meglio ancora al cinema.
    Originariamente scritto da il pastore
    Ma quale Mann?
    Michael.
    Originariamente scritto da il pastore
    Abbiamo ormai monopolizzato il topic (un po' in stile Spielberg :alex90,andando OT;ma la discussione è interessante,almeno per me.
    E' vero, meglio chiudere con l'OT. Anche se è una discussione interessante anche per me e mi piacerebbe continuare.
  • il pastore
    il pastore
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    Per me il regista è autore,quindi tengo sempre conto della sua poetica e cifra stilistica,rintracciabile nella sua filmografia:per quanto mi riguarda e per quelle che ritengo le mie linee guida (cioè correnti di pensiero) la sola tecnica (pur se invidiabile) non basta,impossibile per me non rovistare nella materia (con delle eccezioni per certo cinema,ovvio).Tenedo conto di questo,e del fatto che si parla dei migliori di tutti i tempi,non posso escludere il resto del mondo,ecco perché Spielberg non troverebbe posto in classifica (la mia),nelle prime posizioni.Con questo non voglio certo svilire o ridimensionare un regista come Spielberg,che sicuramente la strada della storia del cinema l'ha traversata di sicuro,soprattutto nei tempi in cui la professionalità autoriale,l'intrattenimento,le istanze mainstream e il fanciullino vibravano all'unisono (ecco la sua poetica).
    Torando a Ryan comprendo benissimo quello che dici,e lo condivido per buona parte,ma quella retorica è decisamente tronfia,insistitamente campanilistica,tanto da farmi venire più di un dubbio sulla bontà e l'onestà dell'operazione.Non sono un anti-retorico a priori,anzi,la tollero benissimo e non mi dispiace,ma quando ha la meglio sull'equilibrio narrativo e filmico mi urta e quando è faziosa ancor di più.Domanda,hai mica visto Prima linea di Aldrich?
    La sottile linea rossa l'ho visto hai tempi e lo ricordo sì,ma non benissimo,ma la voce interiore è sicuramente una prerogativa del modo di far cinema di Malick (decisamente più originale come narrazione).
    Originariamente scritto da VickPS

    Oh, lo è. Elena Flauto è davvero molto preparata, anche se IMHO troppo fissata con Mann.

    Ma quale Mann?


    Abbiamo ormai monopolizzato il topic (un po' in stile Spielberg :alex90,andando OT;ma la discussione è interessante,almeno per me.
  • VickPS
    VickPS
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    Originariamente scritto da il pastore
    Bene,facciamo subito una premessa che dovrebbe chiarire un po' la situazione: qui siamo su di un forum di appassionati,che di solito si scambiano le proprie opinioni o riflessioni ([U]e da lì mi pare siamo partiti[/U]) proprio perché "Per me un discorso oggettivo sulla qualità di un film non può esistere"(l'hai scritto tu);ecco quindi perché chiedevo numi a te,dell'american istitute goes to hollywood non mi fregacazzi,semplicemente perché posso tranquillamente leggermelo con calma (e ridere) quando mi pare.
    Non capisco il senso di questa parte del post. Se mi chiedi scambi di opinioni personali ok, ci mancherebbe, discutere e confrontarsi non fa male. Avevo però colto un "non mi pare proprio che Spielberg possa rientrare in una lista dei migliori registi di tutti i tempi" e, considerando io i "migliori registi di sempre" non per forza autori di un capolavoro o due ma di menti in grado di cambiare per sempre il mondo del cinema, ho pensato di postare quella che ritengo, in ogni caso, una lista di gran valore di opere che nel tempo hanno dimostrato di avere rilevanza ed influenza culturale anche protratta nel tempo. Tutto qui.
    Originariamente scritto da il pastore
    E mi chiedi la mia lista,ma però poi mi devo attenere ad un'etichetta? (per me in generale eh,escludi certo cinema,il contenuto viene prima del contenitore,nel giudizio complessivo dico).Voglio discutere con te,non con un istituto,altrimenti la sana condivisione di opinioni va a farsi benedire.
    Non è che ti ho chiesto una lista, sono solo curioso di sapere perchè hai scritto che in una tua ipotetica lista di 20 massimi esponenti della regia taglieresti fuori quello che secondo me merita senza ombra di dubbio alcuna di entrarvi. Anche solo IMHO (un IMHO messo proprio per "dovere", perchè potrei tranquillissimamente ometterlo) per essere tecnicamente il miglior regista vivente, al di la dei contenuti delle sue opere. Se mi chiedi un parere personale, ad esempio su quello che tu ritieni un baraccone Hollywoodiano ricco di retorica profondo come una pozzanghera, ti posso dire ad esempio che anche solo la tecnica in quel film è arte, perchè ti cala in guerra come nessun altro film prima di allora, e neanche successivamente, è stato in grado di fare. Te la fa vivere in prima persona, te la fa temere, te la fa odiare, ma vi è anche una sorta di richiamo magnetico visivo, di attrazione, il tutto in un modo tutt'altro che scontato. E perfino la sua retorica in una pellicola dal taglio così documentaristico ha perfettamente senso, ritraendo alla perfezione tutte le contraddizioni e lo spirito all'interno delle menti di quell'epoca. E non in maniera semplice e banale, ovvero ideologica, ma calata in un contesto reale, sono gli uomini, in ogni loro più minuscola azione, a fartela percepire. Quello che deve mostrare Salvate il Soldato Ryan lo mostra alla perfezione, senza filtri né vincoli. La Sottile Linea Rossa è un film completamente diverso, più filosofico, astratto, ma appunto per questo meno realista. La scena dello sbarco è assolutamente incredibile, tanto quanto quella poco prima della battaglia sul ponte, che mostra ogni lato umano dei personaggi e lo fa nel migliore dei modi. E' un po' tutta la pellicola che suscita emozioni profonde, forti, che ti si insinuano dentro. Il discorso di Wade sulla madre ed il fingere di dormire, totalmente fuori contesto e appunto per questo emotivamente spiazzante, profondissimo nel suo essere reale, e che poi lo porta ad aggrapparsi a lei nel suo ultimo momento di vita (a dir poco straziante scena di morte che trovo assolutamente perfetta sotto ogni punto di vista, a partire dalla recitazione di Ribisi che in quella sequenza ti smuove le budella in maniera atroce, passando per una violenza visiva talmente realistica che non puoi far altro che soffrire assieme ai compagni e concludendosi con i tentativi, così viscerali, del soldato tedesco di rimandare la propria inevitabile esecuzione). Allo stesso modo trovo emozionalmente profondissimo, nella sua semplicità, il sacrosanto discorso finale di Ryan. E' questo Soldato Ryan, un film girato per suscitare emozioni in maniera molto materiale, visiva al massimo, ma che nel suo essere tanto diretto e realistico non può lasciare impassibili verso chi quella guerra tanto realistica e perfettamente ricreata la sta vivendo all'interno della pellicola. E quando un film tecnicamente perfetto quale è riesce a fare questo, per me è artisticamente un capolavoro. Thin Red Line lo è altrettanto, ma per motivi opposti, totalmente diversi.
    Originariamente scritto da il pastore
    P.S.:il corso di archetipi deve essere una figata
    Oh, lo è. Elena Flauto è davvero molto preparata, anche se IMHO troppo fissata con Mann.
  • il pastore
    il pastore
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    Bene,facciamo subito una premessa che dovrebbe chiarire un po' la situazione: qui siamo su di un forum di appassionati,che di solito si scambiano le proprie opinioni o riflessioni ([U]e da lì mi pare siamo partiti[/U]) proprio perché "Per me un discorso oggettivo sulla qualità di un film non può esistere"(l'hai scritto tu);ecco quindi perché chiedevo numi a te,dell'american istitute goes to hollywood non mi fregacazzi,semplicemente perché posso tranquillamente leggermelo con calma (e ridere) quando mi pare.Cmq parlavo di sambuca non a caso:in quelle referenze non ci fai rientrare L'asso nella manica e orizzonti di gloria?,se non hanno valenza storica loro...
    E mi chiedi la mia lista,ma però poi mi devo attenere ad un'etichetta? (per me in generale eh,escludi certo cinema,il contenuto viene prima del contenitore,nel giudizio complessivo dico).Voglio discutere con te,non con un istituto,altrimenti la sana condivisione di opinioni va a farsi benedire.

    P.S.:il corso di archetipi deve essere una figata
  • VickPS
    VickPS
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    Originariamente scritto da il pastore
    No.Pearl Harbor è una cazzata hollywoodiana. Ciò che intendevo è che Ryan si ferma ad un primo livello,fatto di sequenze spettacolari e di intrattenimento veramente di livello (tanto da poterlo considerare uno dei migliori esiti di Spielberg/Kaminski).Stop.Tutta l'ultima parte è avvelenata da un patriottismo e campanilismo un po' tronfio (con la solita giustezza santa e guerresca degli americani).Se si cerca pregnanza contenutistica o materica,sui film di guerra,meglio rivolgersi altrove: questo come profondità non va oltre la pozzanghera (che di per sè non è un male,per chi si accontenta,e io mi accontento).
    Opinabile a mio avviso, perchè trovo che non debba sempre e comunque esserci qualche messaggio cifrato inserito per esser colto da più chiavi di lettura in un film. Private Ryan è una pellicola che narra di una storia e nel frattempo rappresenta la guerra, e lo fa alla perfezione. Stop, che poi tu, per via della tua cultura ed educazione che sarà per forza diversa dalla mia, lo possa trovare profondo quanto una pozzanghera, è un altro paio di maniche. Sotto questo punto di vista, quello che io considero un capolavoro del cinema come Alien dovrebbe considerato *****.
    Originariamente scritto da il pastore
    Quelle classifiche lì stile atp tennis,pur se interessanti,mi han sempre fatto sorridere (uhm,un ford ha perso due posizioni,stagione no): non solo lasciano il tempo che trovano e son da prendere con le pinze,ma le trovo mortificanti nei confronti della settima arte,così stratificata,impossibile da rinchiudere in schemi preconfezionati.Eppoi il mondo o cinema non è mica solo americano eh,se si vuole parlare dei migliori (perché mi sembrava si parlasse di questo) cerchiamo di avere una visione a 360 gradi,please;cmq inorridisco davanti al fatto che in quella classifica sul cinema americano NON CI SIA UN SOLO FILM di Anthony Mann (e mi sorprendi:tu che apprezzi il genere western ); per non parlare della mancanza de L'asso nella manica di Wilder,uno dei più grandi film della storia;e spiegami per quale ***** di motivo non è presente Orizzonti di gloria (quello sì un capolavoro)..ma forse non li vedo;e ancora la sostituzione di incontri con ryan è il colpo di grazia finale..ma potrei continuare all'infinito.Se proprio si devono fare queste classifiche,almeno si smetta di compilarle con la sambuca e si utilizzi quantomeno un criterio più sobrio (il valore storico,tanto per dire).Dal mio punto di vista e dal mio modo di vedere le cose quella lista ha un valore prossimo allo 0. Ho una curiosità:ma quanti ne hai visti di quei film?(mi piacerebbe saperlo). Prima di darti la mia,mi piacerebbe vedere la tua di lista,se non è chiedere troppo,o mi devo attenere a quella postata?,dando per scontato che per te il cinema è solo USA e parli attraverso altri.
    Sinceramente, da questa risposta mi vengono seri dubbi sul futuro di questa discussione. Se almeno leggessimo prima di postare... 1) Non è, e non vuole essere, una classifica dei film qualitativamente migliori o artisticamente più profondi della storia. E' una classifica che riguarda i film americani più importanti (è sufficiente leggersi le condizioni che deve rispecchiare ogni film per entrarvi), culturalmente rilevanti che hanno resistito nel tempo e che hanno influenzato, e che continuano ad influenzare, il settore, [U]ed è così che deve essere. Una lista diversa non può essere stilata, perchè sarebbe sempre e comunque personale.[/U] "ma le trovo mortificanti nei confronti della settima arte,così stratificata,impossibile da rinchiudere in schemi preconfezionati." Mmh, già, infatti racchiudere Salvate il Soldato Ryan in "carrozzone americano" o "profondo quanto una pozzanghera" è ovviamente meno mortificante e restrittivo. 2) Quella lista con me ed i miei film preferiti non c'entra un ***** di niente. Non vedo perchè continui a rapportarmi a quella lista, che ho postato esclusivamente per far capire che Spielberg è il regista più influente di quest'epoca. Stop, il resto sono considerazioni personali che io non ho messo in ballo. Mancano almeno un centinaio di film che adoro e che reputo più meritevoli di alcuni in quella lista: e chissenefrega! Sono opinioni mie, ed oggettivamente non hanno la rilevanza storica degli altri. 3) E' un a lista redatta dall'America sul cinema americano, non vedo perchè avrebbero dovuto inserire opere di altre nazioni. 4) Sinceramente non ho mai pensato di realizzare una mia lista personale, non vedo il motivo di farla. Se ti interessa, comunque, dovrei pensarci molto bene. 5) Di film inseriti in quella lista ne ho visti pure troppi, volente o nolente, perchè molti parte integrante del corso di Archetipi che ho seguito per anni. Abbastanza quindi per accorgermi che non è assolutamente una lista stilata ad cazzum.
    Originariamente scritto da il pastore
    Più che di influenza (che c'è) Spielberghiana sul cinema,parlerei di manipolazione da star sistem:l'influenza è data dal fatto che in buona parte del sistema messo in piedi c'è il suo zampino,difatti hollywood è quello che è anche grazie a Spielberg,vero: difatti è la peggiore che la memoria ricordi: lo Spielberg regista lo apprezzo;quello imprenditore/produttore no. Leone d'oro nel 93 (che ci sta tutto),guarda caso dopo il nostro è andato via via frenando l'autorialità per pigiare sempre più prepotentemente sul pedale dell'opulenta macchina del dollaro,incrinando un equilibrio che lo faceva svettare.
    Sono d'accordo, ma non c'entra nulla con il discorso. Per me un discorso oggettivo sulla qualità di un film non può esistere, non puoi dirmi che quel capolavoro de La Sottile Linea Rossa è superiore a Salavate il Soldato Ryan, perchè non è vero. Puoi dirmi che ti ha colpito infinitamente di più per via della sua poesia, della sua calma, ma non che è migliore, perchè non ci sono parametri per tale giudizio.
  • il pastore
    il pastore
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    Originariamente scritto da VickPS
    Quando si vuole sminuire Spielberg, la prima cosa che si tira fuori dopo le macchinazioni studiate a tavolino è questa. Ho quindi pensato fosse una frase posta in senso dispregiativo, e non in ricordo positivo dei suoi primi lavori. Mi spiace per l'equivoco.

    figurati,non ti deve dispiacere . I fraintendimenti sono normalissimi,soprattutto su di un mezzo freddo e un po' impersonale come internet.

    Originariamente scritto da VickPS
    Mi sentirei di definire un Pearl Harbor un carrozzone Hollywoodiano.
    Un carrozzone Hollywoodiano non mostra americani ridenti sparare a sangue freddo tedeschi ormai vinti con le mani alzate. Non mostra soldati americani invocare piagnucolanti la propria madre in punto di morte. Un carrozzone Hollywoodiano non mostrerebbe un americano urlare ai propri compagni "Don't shoot, let them burn!" riferito ai tedeschi in fiamme, né mostrerebbe soldati americani come uomini del tutto vulnerabili pronti a commettere in ogni momento un errore che costi la vita ad altri. Un carrozzone Hollywoodiano, fortunatamente, non viene considerato dalla critica.

    No.Pearl Harbor è una cazzata hollywoodiana.
    Ciò che intendevo è che Ryan si ferma ad un primo livello,fatto di sequenze spettacolari e di intrattenimento veramente di livello (tanto da poterlo considerare uno dei migliori esiti di Spielberg/Kaminski).Stop.Tutta l'ultima parte è avvelenata da un patriottismo e campanilismo un po' tronfio (con la solita giustezza santa e guerresca degli americani).Se si cerca pregnanza contenutistica o materica,sui film di guerra,meglio rivolgersi altrove: questo come profondità non va oltre la pozzanghera (che di per sè non è un male,per chi si accontenta,e io mi accontento).

    Originariamente scritto da VickPS
    Io trovo l'intera parte conclusiva di Munich ben inserita nel contesto e coerente con il percorso psicologico di Bana, i problemi di quel di quel film a mio avviso sono altri. Se invece ti riferivi alle Twin Towers, scusami ma è tutto meno che patetica.

    Sì,mi riferivo a quell'insistita immagine lì,a pochi anni dall'11 settembre...due comodi piccioni con una fava.Come al solito è più elegante chi glissa.

    Originariamente scritto da VickPS
    Io senz'altro all'interno. Non basta certo una pellicola riuscita, qui si parla di autori in grado di ispirare generazioni e influenzare l'intero settore cinematografico nelle fondamenta, capaci di rinnovarsi negli anni spaziando con successo per più generi, e francamente non mi pare proprio che registi del genere superino i 15 o 20 di numero. Non arrivo a 5 personalmente.

    Direttamente dall'American Film Institute

    (link)

    "La lista comprende i cento migliori film statunitensi di sempre, determinati da un sondaggio indetto tra più di 1.500 personalità dell'industria cinematografica (dirigenti delle case di produzione, registi, sceneggiatori, tecnici, attori, critici). Sono stati presi in considerazione 400 lungometraggi a soggetto prodotti fra il 1915 (La nascita di una nazione) ed il 1996 (Fargo)."

    "Il regista più presente nella lista è Steven Spielberg, con cinque titoli (E.T. l'extra-terrestre, Lo squalo, I predatori dell'arca perduta, Incontri ravvicinati del terzo tipo e Schindler's list). Seguono con quattro titoli Alfred Hitchcock e Billy Wilder, mentre dieci registi, fra cui Stanley Kubrick e Charlie Chaplin, figurano con tre film. In totale, 13 registi hanno diretto 43 dei 100 film presenti nella lista."

    "Steven Spielberg, con cinque titoli, rimane il regista più presente (Incontri ravvicinati del terzo tipo è stato rimpiazzato da Salvate il soldato Ryan), seguito da Alfred Hitchcock, Billy Wilder e Stanley Kubrick."

    (link)

    (link)

    (link)

    (link)

    (link)

    (link)

    Ed essere anche il regista con il più alto numero di film ad essere stati al primo posto nei film che più hanno incassato nella storia del cinema, non guasta.

    (link)


    Sarei curioso di sapere i tuoi candidati nella lista, davvero.



    Quelle classifiche lì stile atp tennis,pur se interessanti,mi han sempre fatto sorridere (uhm,un ford ha perso due posizioni,stagione no): non solo lasciano il tempo che trovano e son da prendere con le pinze,ma le trovo mortificanti nei confronti della settima arte,così stratificata,impossibile da rinchiudere in schemi preconfezionati.Eppoi il mondo o cinema non è mica solo americano eh,se si vuole parlare dei migliori (perché mi sembrava si parlasse di questo) cerchiamo di avere una visione a 360 gradi,please;cmq inorridisco davanti al fatto che in quella classifica sul cinema americano NON CI SIA UN SOLO FILM di Anthony Mann (e mi sorprendi:tu che apprezzi il genere western ); per non parlare della mancanza de L'asso nella manica di Wilder,uno dei più grandi film della storia;e spiegami per quale ***** di motivo non è presente Orizzonti di gloria (quello sì un capolavoro)..ma forse non li vedo;e ancora la sostituzione di incontri con ryan è il colpo di grazia finale..ma potrei continuare all'infinito.Se proprio si devono fare queste classifiche,almeno si smetta di compilarle con la sambuca e si utilizzi quantomeno un criterio più sobrio (il valore storico,tanto per dire).Dal mio punto di vista e dal mio modo di vedere le cose quella lista ha un valore prossimo allo 0.
    Ho una curiosità:ma quanti ne hai visti di quei film?(mi piacerebbe saperlo).
    Prima di darti la mia,mi piacerebbe vedere la tua di lista,se non è chiedere troppo,o mi devo attenere a quella postata?,dando per scontato che per te il cinema è solo USA e parli attraverso altri.

    Originariamente scritto da VickPS
    2 Oscar al regia, uno alla memoria e un Leone D'oro alla Carriera non mi sembra vengano assegnati a qualsiasi autore snobbato dalla critica dell'epoca, specialmente considerato quante volte questo snobismo gli abbia ingiustamente negato qualsiasi riconoscimento in quelli che sono considerati i suoi più grandi film. Leggere di un Lo Squalo, di un Incontri, di un E.T. e di un Predatori (tutti film che hanno reso Hollywood quello che è), privi di qualsivoglia riconoscimento di valore trovo sia qualcosa di sconcertante. Idem per Il Colore Viola (11 Nomination, zero statuette), L'Impero del Sole e Munich, quest'ultimo volutamente ignorato per il suo essere scomodo e politicamente scorretto.


    Più che di influenza (che c'è) Spielberghiana sul cinema,parlerei di manipolazione da star sistem:l'influenza è data dal fatto che in buona parte del sistema messo in piedi c'è il suo zampino,difatti hollywood è quello che è anche grazie a Spielberg,vero: difatti è la peggiore che la memoria ricordi: lo Spielberg regista lo apprezzo;quello imprenditore/produttore no.
    Leone d'oro nel 93 (che ci sta tutto),guarda caso dopo il nostro è andato via via frenando l'autorialità per pigiare sempre più prepotentemente sul pedale dell'opulenta macchina del dollaro,incrinando un equilibrio che lo faceva svettare.
  • VickPS
    VickPS
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    Originariamente scritto da il pastore
    La prima frase non l'ho capita (IMHO). Sei completamente fuori strada (senza IMHO),il fanciullino (pascolianamente inteso) è una prerogativa della poetica di Spielberg,rintracciabile in diverso suo cinema;indi per cui il mio era un apprezzamento
    Quando si vuole sminuire Spielberg, la prima cosa che si tira fuori dopo le macchinazioni studiate a tavolino è questa. Ho quindi pensato fosse una frase posta in senso dispregiativo, e non in ricordo positivo dei suoi primi lavori. Mi spiace per l'equivoco.
    Originariamente scritto da il pastore
    Salvate il soldato Ryan è un piacevole carrozzone hollywoodiano
    Mi sentirei di definire un Pearl Harbor un carrozzone Hollywoodiano. Un carrozzone Hollywoodiano non mostra americani ridenti sparare a sangue freddo tedeschi ormai vinti con le mani alzate. Non mostra soldati americani invocare piagnucolanti la propria madre in punto di morte. Un carrozzone Hollywoodiano non mostrerebbe un americano urlare ai propri compagni "Don't shoot, let them burn!" riferito ai tedeschi in fiamme, né mostrerebbe soldati americani come uomini del tutto vulnerabili pronti a commettere in ogni momento un errore che costi la vita ad altri. Un carrozzone Hollywoodiano, fortunatamente, non viene considerato dalla critica.
    Originariamente scritto da il pastore
    Munich invece è uno dei film più personali del regista,dove giova un approccio,più chirurgico,distaccato.Tanto che non sembra quasi un suo film.Anche se pure lì qualcosina non fila del tutto (discutibile l'accostamento strage/orgasmo e un po' patetica l'ultima immagine).
    Io trovo l'intera parte conclusiva di Munich ben inserita nel contesto e coerente con il percorso psicologico di Bana, i problemi di quel di quel film a mio avviso sono altri. Se invece ti riferivi alle Twin Towers, scusami ma è tutto meno che patetica.
    Originariamente scritto da il pastore
    cmq in una mia ipotetica lista di 15-20 migliori registi Spielberg resterebbe sicuramente fuori.
    Io senz'altro all'interno. Non basta certo una pellicola riuscita, qui si parla di autori in grado di ispirare generazioni e influenzare l'intero settore cinematografico nelle fondamenta, capaci di rinnovarsi negli anni spaziando con successo per più generi, e francamente non mi pare proprio che registi del genere superino i 15 o 20 di numero. Non arrivo a 5 personalmente. Direttamente dall'American Film Institute (link) "La lista comprende i cento migliori film statunitensi di sempre, determinati da un sondaggio indetto tra più di 1.500 personalità dell'industria cinematografica (dirigenti delle case di produzione, registi, sceneggiatori, tecnici, attori, critici). Sono stati presi in considerazione 400 lungometraggi a soggetto prodotti fra il 1915 (La nascita di una nazione) ed il 1996 (Fargo)." "Il regista più presente nella lista è Steven Spielberg, con cinque titoli (E.T. l'extra-terrestre, Lo squalo, I predatori dell'arca perduta, Incontri ravvicinati del terzo tipo e Schindler's list). Seguono con quattro titoli Alfred Hitchcock e Billy Wilder, mentre dieci registi, fra cui Stanley Kubrick e Charlie Chaplin, figurano con tre film. In totale, 13 registi hanno diretto 43 dei 100 film presenti nella lista." "Steven Spielberg, con cinque titoli, rimane il regista più presente (Incontri ravvicinati del terzo tipo è stato rimpiazzato da Salvate il soldato Ryan), seguito da Alfred Hitchcock, Billy Wilder e Stanley Kubrick." (link) (link) (link) (link) (link) (link) Ed essere anche il regista con il più alto numero di film ad essere stati al primo posto nei film che più hanno incassato nella storia del cinema, non guasta. (link) 2 Oscar al regia, uno alla memoria e un Leone D'oro alla Carriera non mi sembra vengano assegnati a qualsiasi autore [U]snobbato[/U] dalla critica dell'epoca, specialmente considerato quante volte questo snobismo gli abbia ingiustamente negato qualsiasi riconoscimento in quelli che sono considerati i suoi più grandi film. Leggere di un Lo Squalo, di un Incontri, di un E.T. e di un Predatori (tutti film che hanno reso Hollywood quello che è), privi di qualsivoglia riconoscimento di valore trovo sia qualcosa di sconcertante. Idem per Il Colore Viola (11 Nomination, zero statuette), L'Impero del Sole e Munich, quest'ultimo volutamente ignorato per il suo essere scomodo e politicamente scorretto. Sarei curioso di sapere i tuoi candidati nella lista, davvero.
  • il pastore
    il pastore
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    Originariamente scritto da Price
    commentato nel thread apposito
    gli ho dato 7/
    pastore concordo sul fatto che non sia il miglior spielberg di sempre, ma è il migliore degli ultimi tempi

    E' un discorso che ci può stare sì,(non ho visto Tintin però),se contiamo dal 2000, gli è sicuramente superiore Prova a prendermi.

    Originariamente scritto da VickPS
    Quanta confidenza e presunzione IMHO.
    Il romanzo, il Musical e l'adattamento radio di War Horse di questo tratta, ed il film di conseguenza di questo deve trattare, per forza.
    Se volevi un film differente (?) dovevi rivolgerti altrove (anche dello stesso regista), perchè mi pareva ovvio cosa avresti dovuto aspettarti dalla pellicola.
    Io trovo che, dato il tema e per come è stato trattato, questo sia tra i miglior Spielberg.

    Piccolo Off, trovo curioso per altro che il "fanciullino" abbia girato i due film realisticamente più violenti e crudi che abbia mai visto. Se riesci a citarmi un solo film che possieda il livello di realismo della violenza estrema in Schindler's List e Munich, ti stringo la mano. E non parlo di Splatter ridicoli, parlo proprio dell'insieme, violenza visiva assolutamente reale, reazioni delle persone, crudezza. Sono in grado di guardarmi Martyrs senza batter ciglio ma mettimi di fronte alcune esecuzioni di questi due film ed inizio seriamente a tentennare. Senza ovviamente dimenticare alcune scene di morte in Salvate il Soldato Ryan.


    Il cinema Western è stato il mio genere preferito per anni, anni in cui ho collezionato più di 30 film in DVD.
    Io mi riferivo proprio ad una sola sequenza, visivamente costruita, che ho trovato molto incisiva e visivamente perfetta. Mai visto nulla del genere in nessun Western.


    Beh, una lista di 15-20 massimo su ogni regista che abbia mai girato un film a me sembra corta.


    La prima frase non l'ho capita (IMHO).
    Sei completamente fuori strada (senza IMHO),il fanciullino (pascolianamente inteso) è una prerogativa della poetica di Spielberg,rintracciabile in diverso suo cinema;indi per cui il mio era un apprezzamento
    Salvate il soldato Ryan è un piacevole carrozzone hollywoodiano,in cui la violenza è al servizio della spettacolarità.Munich invece è uno dei film più personali del regista,dove giova un approccio,più chirurgico,distaccato.Tanto che non sembra quasi un suo film.Anche se pure lì qualcosina non fila del tutto (discutibile l'accostamento strage/orgasmo e un po' patetica l'ultima immagine).

    La tua ultima frase mi è oscura;
    cmq in una mia ipotetica lista di 15-20 migliori registi Spielberg resterebbe sicuramente fuori.
  • VickPS
    VickPS
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    Originariamente scritto da mickes2
    capisco benissimo, ma la tua affermazione/sensazione nei confronti di Munich (e Schindler's list) rimane del tutto soggettiva; un po' il discorso che si può fare in ambito horror, c'è chi soffre maggiormente l'orrore suggerito/impalpabile, e chi invece rimane segnato da quello mostrato assieme alla violenza (Martyrs per esempio) però, al di là di tutto, in ambito crudezza e realismo pellicole che oggettivamente superano i due film prima citati ce ne sono, così su due piedi mi viene in mente Le onde del destino.
    Mmh no, che Spielberg sia violento, a volte anche troppo, mi sembra oggettivo. Che invece Munich o SL mi abbiano turbato più di qualsiasi altro film che abbia mai visto, questo è ovviamente soggettivo. In ogni caso, trovo difficile credere che, dopo aver visto quanto si spinge oltre nel trattate la violenza Spielberg, esista qualcuno in grado di trattarla in maniera più viscerale e realistica.
  • mickes2
    mickes2
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    capisco benissimo, ma la tua affermazione/sensazione nei confronti di Munich (e Schindler's list) rimane del tutto soggettiva; un po' il discorso che si può fare in ambito horror, c'è chi soffre maggiormente l'orrore suggerito/impalpabile, e chi invece rimane segnato da quello mostrato assieme alla violenza (Martyrs per esempio) però, al di là di tutto, in ambito crudezza e realismo pellicole che oggettivamente superano i due film prima citati ce ne sono, così su due piedi mi viene in mente Le onde del destino.
  • VickPS
    VickPS
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    Originariamente scritto da mickes2
    oddio, di film che mostrano della violenza estrema unita al realismo ce ne sono un bel po', e più incuneanti di Schindler's list (Munich non l'ho visto) ma chiarisco subito che adoro Spielberg e che Schindler's list per me è un capolavoro, nonchè uno dei miei film preferiti in assoluto. però se guardi Martyrs senza batter ciglio qualcosa non mi torna, perchè anche nel film di Laugier è presente della violenza che sa scuotere molto lo spettatore.
    Ma diciamo che Martyrs l'ho inserito più per esempio che altro (anche quello mi ha disturbato sinceramente), ma il film che più mi ha scosso in quanto a violenza è Munich, che ti consiglio di guardare. Ripeto, non mi riferisco necessariamente allo Splatter, quando al realismo estremo del contesto, della situazione dell'insieme. È c'è un'esecuzione in particolare, in Munich che mi lascia veramente basito.
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