Le conseguenze dell'amore
Dean (Ryan Gosling) e Cindy (Michelle Williams) sono una coppia sposata e hanno una splendida bambina, una casa e un tran tran quotidiano che sembra li stia logorando lentamente, non lasciando loro scampo. La relazione di coppia, ormai, è in una fase di stallo: bastano piccoli avvenimenti – come l'incontro di Cindy con una vecchia fiamma o la morte del cane di famiglia – per creare liti inconsulte, scoppi di gelosia e una gran voglia di fuggire. Dean decide così di approfittare dell'assenza della loro bambina lasciata ai nonni per organizzare una notte romantica in un motel, alla ricerca di un'intimità perduta, ma il feeling di un tempo sembra essere andato perduto...
Scene da un matrimonio
Blue Valentine racconta in maniera genuina e straziante quelle che sono le fasi dell'amore: dall'incontro all'innamoramento, passando per il romanticismo e l'attrazione, per giungere tristemente allo sfinimento del rapporto e all'inevitabile rottura. Blue Valentine arriva lì dove possono solo i film indipendenti: si pone al di là dell'overdose sentimentalistica cui i romance ci hanno abituato, si spinge oltre le gioie del lieto fine e costringe lo spettatore a quest'incubo così terribilmente dolce nel raccontarci le prime uscite dei due protagonisti, e così deprimente e claustrofobico quando si concede ai litigi senza fine della coppia.
Il film è stato presentato in concorso al Sundance del 2010 – i misteri della distribuzione italiana – ed è arrivato anche a Cannes, nella sezione Un Certain Regard. Senza contare che Michelle Williams, per la straordinaria interpretazione, è stata candidata nel 2011 proprio per il ruolo di Cindy; a soffiarle l'Oscar fu la divina Natalie Portman per Il cigno nero.
La storia di Blue Valentine è semplicissima, e la sua riuscita è dovuta all'accostamento di due diversi momenti di questa storia d'amore: presente e passato. Due periodi in contrapposizione tra loro non solo sentimentalmente parlando, ma anche, e soprattutto, visivamente. Ci ritroviamo di fronte a un passato in Super 16mm, dalle tinte quasi incantate e granulose del sogno e dalle speranze, e a un presente sin troppo realistico, girato in digitale con la RedOne. Come se non bastasse, il tempo che passa e cambia i rapporti e le persone, viene a intaccare la fisicità di Gosling: se nel passato vediamo un Dean splendido e affascinante – anche se un po' troppo rozzo ed estremo a tratti – nel presente lo ritroviamo stempiato, sporco e grossolanamente immaturo, privo di ogni appeal. La Williams, d'altra parte, seppur non troppo diversa fisicamente, nel racconto presente è una donna silenziosa, triste, svogliata, che si è ritrovata a vivere la stessa storia dei suoi genitori; amore senza comunicazione né comprensione, del tutto votata alla quotidianità.
La regia di Derek Cianfrance, qui al suo primo lungometraggio, nonostante una vastissima esperienza in campo documentaristico, è ben lungi dal rilasciare un giudizio riguardo queste delicate situazioni e questi personaggi così tremendamente umani e veri, con tutti i loro difetti e le loro problematiche. Ma le storie sono concentrate essenzialmente in luoghi chiusi e proprio su questi due straordinari attori, in chiaro stato di grazia.
Blue Valentine è un film dolcissimo e straziante allo stesso tempo: è esattamente come l'amore, nonostante tutto.