Dragon Trainer 2

Voto: 3/5 - 
Titolo Originale: How to Train Your Dragon 2
Un film di Dean DeBlois. Sceneggiatura: Dean DeBlois
Genere: Animazione - Stati Uniti (2014)
Produzione: Dreamworks Animation, Mad Hatter Entertainment, Vertigo Entertainment. 
Distribuzione: 20th Century Fox
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L'appassionante secondo capitolo dell'epica trilogia di Dragon Trainer ci riporta nel fantastico mondo di Hiccup e Sdentato, cinque anni dopo. Mentre Astrid, Snoutlout e il resto della banda si sfidano nelle corse dei draghi (il nuovo sport preferito sull'isola), l'inseparabile coppia viaggia attraverso i cieli, mappando territori sconosciuti ed esplorando nuovi mondi. Quando una delle loro avventure li conduce alla scoperta di una grotta di ghiaccio segreta, che ospita centinaia di nuovi draghi selvaggi e il misterioso Dragon Rider, i due amici si ritrovano al centro di una battaglia per difendere la pace.

Il primo Dragon Trainer è un gioiello. Piccolo capolavoro nell'industria della cinematografia d'animazione, è un concentrato di tecnica raffinata, narrazione oculata e buon gusto. E chi non la pensasse così si merita di vedere tre volte di fila Frozen, incatenato ed imbavagliato su una sedia, incapace di muoversi e sorbirsi Let it go fino allo sfinimento. Dragon Trainer è quel qualcosa di differente rispetto al solito film d'animazione di Natale: un perfetto affresco di regia, coadiuvato ad una resa grafica sbalorditiva, che ha consacrato Chris Sanders nell'Olimpo del cinema d'animazione. Chi è Chris Sanders? Uno che ha lavorato ad un altro capolavoro come Il Re Leone, ad esempio. E questo seguito? In poche parole: seppur con qualche riserva dettata dal buonismo, è il degno successore del primo film.

Così mostruoso da far paura per davvero.

Il primo atto del film, diciamo i quaranta minuti iniziali, è semplicemente sbalorditivo. Senza mezzi termini, Dragon Trainer 2 mette in campo ciò che di più evoluto c'è in giro in fatto di tecnologie d'animazione e scelte stilistiche. Il volo di Hiccup insieme a Sdentanto – peraltro già visto nel trailer – è la massima espressione delle tecniche audiovisive moderne che, coadiuvato ad un uso sapiente delle visuali in azione, fissano l'asticella verso un nuovo record. Dimenticate sbavature grossolane, filtri birichini atti a mascherare magagne superficiali e motion capture scadenti. Dragon Trainer 2 è il futuro. E' un po' quello che si era già visto verso il finale del primo, ma questa volta ancora più rifinito. L'attenzione, dunque, rimane sempre sul chi va là, tenuta alta da sequenze mozzafiato a ripetizione e, soprattutto, dalla scelta registica di rendere questo secondo episodio un po' meno family friend rispetto al passato.

Sarebbe tutto da Oscar, se la narrazione con naufragasse in un secondo, noioso e riscritto più volte, secondo atto. Che la sceneggiatura sia stata rimaneggiata più di una volta, è cosa nota, ma ciò che fa alzare le mani in gesto resa è quando ciò diviene visibile allo spettatore. Ciò si traduce in un paio di buchi di troppo, una spiegazione un po' troppo volitiva ed una canzone messa lì a fare numero. Sì, avete capito bene, addirittura una canzone, che rallenta il ritmo fino ad un cinque-dieci minuti di pericoloso attentato soporifero. Nonostante l'attentato perpetrato ai più adulti in sala, il tutto viaggia a vele spiegate verso un terzo atto vivissimo, dal finale diviso in due parti. Il finale, strutturalmente simile al suo predecessore, trascina il film verso un risvolto narrativo un filo inaspettato e dal respiro più ampio in vista di un terzo episodio. In tutto ciò, metteteci in mezzo draghi dal design stravagante quanto ispiratissimo, burberi vichinghi dai modo poco ortodossi e qualche inaspettato colpo di scena, ed avrete comunque uno dei migliori film d'animazione visti ultimamente.

Tra la produzione ed il drago, vince la produzione.

Partendo dalla felice intuizione di Cressidra Cowell, questo secondo capitolo – come il precedente, del resto - si rifà alla serie di libri How to Train Your Dragon. Ciò che cambia nella pellicola, rispetto al primo, è il cambio in cabina di regia. Chris Sanders abdica in favore del suo secondo, Dean DeBlois, ed il risultato è comunque più che positivo. Il problema di Dragon Trainer 2, come detto precedentemente, è stato il rimaneggiamento della sceneggiatura che ha fatto slittare di addirittura alcuni mesi la sua uscita nelle sale. Sia chiaro, Dragon Trainer 2 è un film eccezionale sotto molti punti di vista e piacevolissimo nel suo scorrimento, ma è affetto da alcuni salti nella linearità narrativa. Ciò è dovuto al fatto che il villain ideato inizialmente per il film è stato cambiato in opera in corso poiché ritenuto poco educativo (capirete, eccome se capirete, chi sarebbe dovuto essere il cattivo nel momento della sua comparsa in scena). Ed è un peccato, perché questa eventuale intuizione avrebbe trascinato le linee guida del film verso soluzioni ancora più coraggiose ed affascinanti. Dunque ci si ritrova con un villain interessante ma senza background, messo lì a metà film e che non riesce mai a ritagliarsi un spazio veramente suo. Ed è un vero peccato.

Per il resto, Dragon Trainer 2 è lo stesso film d'animazione da formula che vince non si cambia condito, questa volta, da un po' di cattiveria in più. Battute a metà tra il doppio senso ed il parental advisory explicit content, trainano il ritmo del film per tutta la sua durata, rendendolo simpatico ai bimbi (che probabilmente non si soffermeranno troppo a pensare a talune battute in slow motion)e molto piacevole per gli adulti. Cast d'eccezione per quello che riguarda il doppiaggio (originale) affidato ad attori del calibro di Gerald Butler (Stoick), Jay Baruchel (Hiccup), fino ad arrivare Kit Harrington che per una volta lascia perdere i panni del tenebroso Guardiano della Notte per cimentarsi con un più cartoonesco Eret, personaggio cialtrone ma dall'indole coraggiosa.

Dragon Trainer 2 è un capolavoro uscito a metà. Figlio di una sceneggiatura zoppicante, su cui troppe persone ci hanno messo mano, malgrado tutto si difende bene e, per quello che concerne il lato tecnico, è la sintesi perfetta di ciò che dovrebbe essere un film d'animazione. Forte delle sue taglienti battute, di una storia viva e pulsante (anche se non del tutto lineare), dei suoi personaggi talmente fuori di testa che riescono comunque a tenere alta la tensione drammatica, Dragon Trainer 2 è il degno successore del primo. Ed è anche un film, badate bene, e non un cartone animato. Ha una propria moralità, spesso crudele, e non ha paura di mostrarsi per ciò che è in realtà: una storia dura e a tratti toccante. Sarebbe potuto essere ancora più duro, riuscendo forse a toccare svolte narrative drammatiche quanto imprevedibili, ma tra un drago spietato e la produzione amica dei bambini vince sempre quest'ultima. Il mio consiglio è quello di vederlo. Se pensate che i draghi non siano mai stati il vostro forte, questo è il momento di ricredersi: mai al cinema sono stati così belli ed un film ne è mai stato così pieno.
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