Hannibal - Stagione 2

Voto: 4/5 - 
Titolo Originale: Hannibal
Un film di vari. Sceneggiatura: Vari
Genere: Horror, Drammatico - Stati Uniti (2013) Durata: 44min.
Produzione: Dino De Laurentiis Company, Living Dead Guy Productions, Gaumont International Television. 
Distribuzione: NBC
Will che conosce la verità sullo Squartatore di Chesapeake, dovrà lottare non solo per farsi credere, ma per riconquistare la fiducia di chi gli vuole bene, prima tra tutti l’amata Alana. Tuttavia, nonostante Will si trovi in prigione, la squadra dell’FBI capitanata da Jack Crawford continuerà ad occuparsi di serial killer, con l’aiuto delle abilità del dottor Lecter.

Basata sui romanzi di Thomas Harris, la prima stagione di Hannibal era stata un piccolo gioiellino nel panorama televisivo che diventa, di anno in anno, sempre più affollato con prodotti che non vanno oltre la prima stagione, all’infuori della loro qualità. Proprio a questo destino sembrava indirizzato Hannibal, una serie con interpretazioni magistrali, fotografia intensa e sempre azzeccata, una sceneggiatura da rabbrividire – nel senso positivo del termine – e che non aveva praticamente mai fallito, non un singolo episodio, ma un singolo fotogramma all’interno di un’intensa prima stagione. Hannibal così come il caro dottor Lecter, ha mostrato i denti al momento giusto e nonostante degli ascolti non esaltanti, si è guadagnato una seconda stagione che ci ha letteralmente lasciato di stucco.

Seconda stagione che lascia invariata la formula (vincente) dello scorso anno. Ognuno dei tredici episodi ha all’interno un caso da risolvere, con la piccola variante però che stavolta Will Graham (Hugh Dancy) si trova dietro le sbarre in seguito all’accusa di essere lo Squartatore di Chesapeake. Tuttavia l’aiuto di Will è un aiuto a cui non si può rinunciare, ed ecco allora che amici e colleghi trovano sempre qualche modo per coinvolgerlo all’interno dei casi, e nel frattempo dargli l’occasione di poter smascherare l’omicida che corrisponde al nome di Hannibal Lecter (Mads Mikkelsen), e che lo ha incastrato dietro le sbarre.

Una stagione che rispetto alla precedente non ne fa dello Squartatore il protagonista, con questi omicidi inscenati sempre con un potenza visiva pazzesca e che per molti versi vanno ad omaggiare la vittima stessa. Ma piuttosto si focalizza fin da subito sul particolare rapporto tra Will e Hannibal, un rapporto che si trasforma ben presto in un amore platonico, assurdo, ma sorprendentemente credibile nella propria assurdità. Con questo Will non più intenzionato a smascherare il cannibale Hannibal, ma incuriosito nel capirne la natura, affascinato così tanto da diventarci amico e mettere più di una volta in dubbio non solo la propria integrità mentale (e morale), ma da quale parte stia realmente: Jack (Laurence Fishburne) o Hannibal.

Questo intreccio che si va a creare, e ad approfondire in tutte le successive puntate fino all'inevitabile resa dei conti, fa sì che si abbia una stagione priva di particolari colpi di scena, ad eccezione del finale - che non è necessariamente un dato negativo, sia chiaro. Stagione che inizia con un potentissimo flash forward che vede protagonisti di uno scontro all'ultimo sangue Jack e Hannibal. Questo avvenimento ci accompagnerà per tutta la seconda stagione, dato che gli avvenimenti narrati riguardano tutto ciò successo antecedentemente a quel momento, ma che permette alla serie di guadagnarne sotto tanti profili, soprattutto in termini di creare una spasmodica attesa nello scoprire come si conclude la vicenda tra i due, ma soprattutto come si è arrivati a quello scontro.

Inutile dire come questo lo si scopra solo all'ultima puntata, una puntata che appare più come un finale di serie che di stagione. Difatti “Mizumono” è il finale perfetto per una stagione perfetta. Una stagione che si è premurata di aggiungere episodio dopo episodio diversi elementi, linee narrative parallele ma che non si sono mai incrociate, se non nel finale. Mizumono è tutto ciò che lo spettatore si aspetta, ma anche quello che non avrebbe minimamente immaginato. Un episodio che si fa carico della stagione appena trascorsa e che esplode in un finale devastante.

Lo si capisce fin dalle prime inquadrature, dove non solo l’episodio è diretto magistralmente da David Slade, che offre una regia da incorniciare. Ma è così tanto curato da regalare anche al più piccolo elemento visivo all'interno dell’inquadratura tutto un concetto che va ad amalgamarsi perfettamente con quella che è l’essenza di Hannibal.

Finale che consacra la sceneggiatura di Bryan Fuller come una delle migliori del 2014, anche grazie ad una coppia di protagonisti che è stata splendida nella prima stagione, ma superlativa nella seconda. Non a caso se il finale di stagione ha assunto una carica emotiva di grandissima portata, gran parte del merito va a Hugh Dancy e Mads Mikkelsen che si sono calati perfettamente nei rispettivi ruoli, facendoci affezionare a dei personaggi per certi versi atipici, ma che hanno creato un legame fra di loro a cui è davvero difficile non restarne affascinati.

Ma tornando allo splendido finale, esso è la perfetta rappresentazione di che cosa voleva essere questa stagione. Una stagione fatta di approfondimento, di legami umani e di cambiamenti. Tutti elementi chiave che si vanno a riscontare nel comportamento omicida finale di Hannibal. Un Hannibal cambiato rispetto alla prima stagione, Hannibal che ha permesso ad una persona (Will) di entrare nella propria vita e fargli provare sentimenti, sentimenti che lo hanno profondamente cambiato – ad esempio il fatto di concedere a tutti loro una seconda chance –, che lo hanno per certi versi umanizzato, ma che successivamente si tramutano in una folle rabbia omicida dinnanzi al tradimento dell’unico uomo di cui si sia mai fidato. Faccia a faccia tra i due da brividi, dove Hannibal per la prima volta si toglie la corazza da psichiatra/omicida e mostra i propri sentimenti. Scontro che termina in un pianto liberatorio mentre accoltella il suo migliore amico, in una partita però, che risulta essere persa da entrambe le parti.

Si conclude così la seconda stagione di Hannibal, con il dottor Lecter unico sopravvissuto – o forse no – alla resa dei conti finale. Resa dei conti che ci lascia basiti, raramente nel panorama televisivo si sono visti finali così coraggiosi, ma che alla fine lascia piuttosto soddisfatti per come si è evoluta la storia durante gli episodi. Con questo finale che vede praticamente Hannibal far fuori tutti: Will, Jack, Alana (Caroline Dhavernas) e Abigail (Kacey Rohl), anche se non è detto che necessariamente tutti siano morti, anzi vi svelo un segreto, qualcuno sopravvive. E che porta inevitabilmente Hannibal ad una situazione di reinizio della serie.

Una terza stagione – già confermata per il 2015 – che, com'è facilmente intuibile, richiederà un cambio totale di ambientazione, di personaggi, di struttura degli episodi ma in generale di un radicale cambiamento nella serie. Tuttavia nonostante ci possano essere delle serie preoccupazioni sul futuro, Fuller ha dimostrato più volte la propria bravura nel trattare il materiale di Hannibal, quindi sotto questo aspetto direi che un po’ di fiducia se la merita tutta. Nel frattempo, nell’attesa della prossima stagione, Hannibal vi augura: bon appétit!
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