Lucy

Voto: 2/5 - 
Titolo Originale: Lucy
Un film di Luc Besson. Sceneggiatura: Luc Besson
Genere: Azione, Fantascienza - Francia, Stati Uniti (2014) Durata: 89min.
Produzione: Europa Corp.. 
Distribuzione: Universal Pictures
Data Uscita cinema: 25/09/2014
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Lucy ha 24 anni, studia a Taipei, e non sa cosa fare di se stessa. Un giorno il suo ragazzo la obbliga a consegnare una valigetta in sua vece. Al momento della consegna il ragazzo viene ucciso e Lucy viene rapita da un gruppo di malavitosi. Obbligata a lavorare come corriere della droga, viene operata chirugicamente e nel suo stomaco viene inserita una sacca contenente la droga. A seguito di un violento pestaggio a cui viene sottoposta da uno dei gangster, il pacchetto che trasporta si lacera, e il contenuto si riversa all'interno del suo corpo. Le sostanze vengono assorbite dal suo organismo, e Lucy acquista straordinarie capacità fisiche e mentali, aumentando a dismisura la capacità di sfruttamento del proprio cervello.

Nella storia della ricerca filosofica, la centralità delle questioni legate alla conoscenza è sempre stato il punto cardine sul quale porsi domande per divellere parte dei grandi quesiti contemporanei. Da Hegel a Schopenhauer, passando per il sempre redivivo gatto di Schrodinger, il quesito sulla legittimità di un processo cognitivo totale, che porterebbe a sovvertire il concetto stesso di moralità, ha rapito anche Luc Besson, che nel suo Lucy si diverte a dipingere un mondo potenzialmente infinito per chi decide di consacrarsi ad un sapere onnisciente al costo di perdere la propria umanità. Una domanda profonda, forse senza uscita, che si trova alla base di qualunque metodo scientifico moderno d'indagine. Che poi sia giusto o sbagliato, Besson ne dà la propria visione, sottile e disarmante, in un film profondo ma macchinoso, che fatica ad involarsi verso un finale dignitoso, trattenuto a terra dai legacci di un pubblico che bisogna accontentare comunque. Tralasciando sterili evoluzioni filosofiche - che non siamo mica alla corte di Mecenate –, l'ultima fatica di Besson non funziona poi così bene come dovrebbe. Un film che pone tanti quesiti, che lascia aperte molte strade anche interessanti ma che, cinematograficamente parlando, si dimentica di imporsi. Un po' come quel famoso gatto che magari, vivo, morto o morente, l'unica cosa che spera è quella di essere lasciato in pace nella sua confortevole scatola.

Studenti Erasmus lo siamo stati (quasi) tutti.

Lo sforzo di Luc Besson è ammirabile, ed in ogni fotogramma se ne respira il tocco esperto. Scritto e diretto da sé stesso, Lucy è il chiaro esempio della fusione tra cinema d'azione e cinema d'indagine. Centrale è l'onnipresente figura femminile bressoniana, questa volta alle prese con gli anfratti più oscuri della mente umana. Buonissimi presupposti, se si considera la classe con cui il regista francese confeziona le sue pregevoli pellicole. Ma nella macchina da presa bressoniana, questa volte c'è stata una falsa partenza, anzi, in questo caso si potrebbe parlare di falso arrivo. Volendo dividere il film in tre atti, il primo, nonché migliore, può essere associato all'alta scuola francese, stavolta influenzata dai ritmi e dai tempi americani. A voler rimanere bassi, i primi trenta minuti sono di quelli che si vedono di rado al cinema. Ben scritti,ben girati, drammatici ma mai esageratamente carichi, puntano l'attenzione e la tensione nel personaggio spaesato di una Lucy, abbandonata a sé stessa, in cui mostra (in contrasto con il finale) tutta la propria fragilità umana.

Ed è in questa fragilità umana così toccante che Besson costruisce, in un'unica veloce carrellata, un tipo di suspance aggressiva e pulsante. Lucy è sola, brutalizzata sia fisicamente sia verbalmente, spaesata e, soprattutto, innocente. Tutto ciò funziona finché il film non entra, correndo un po' troppo, nel secondo atto, momento di raccordo filmico e di ricerca narrativa, in cui vengono poste le basi per i primi quesiti sulle capacità, potenzialmente infinite, del cervello umano. Lucy ora è pronta a vendicarsi ma anche a chiedersi se tutto ciò sia giusto o meno. Si entra poi in un terzo atto votato all'action americano più puro, tra scoppi, esplosioni, bazooka e dinamici inseguimenti tra le vie di Parigi. E questo, nell'economia filmica, è il momento che spezza in due la pellicola. Il terzo atto avrebbe funzionato alla grande se il film fosse stato un action, ma poiché i presupposti sono altri, viene distrutta quella suspance dell'inizio creata dalla complicità che si era instaurata tra la debolezze umane del personaggio di Lucy uguali a quelle di qualunque spettatore in sala. della condizione umana con lo spettatore. E così incautamente, il film termina in un tripudio di scoppi e spari senza anima, senza nessuna tensione drammatica. Dopo il finale action, c'è pure un finale dialogico ma a nulla serve: la ricerca della fragilità umana si è persa per strada, più precisamente a venti minuti dalla fine del film, tra un'automobile capottata ed un'altra, mentre il duro poliziotto di turno dice “Così, ci farai ammazzare, frena!”

Quando te lo dico io, solo quando te lo dico io.

Tralasciando la prestazione fuori dalle righe nei primi trenta minuti di una granitica Scarlett Johanson, di un Morgan Freeman che recita ormai col pilota automatico inserito, di un buon Amr Waked che fa il suo e di un Luc Besson che fa il Luc Besson ma solo per trenta minuti, Lucy è un film che, partendo da basi solidissime, non riesce a diventare memorabile, scivolando via in un vortice di azione scontata e suspance sciupata in malo modo. E ciò è un vero peccato, considerando la vitalità intellettuale che c'è dietro ogni film di Besson. Mai scontato, mai quadrato nelle sue scelte filmiche, in questa pellicola si abbassa forse un po' troppo alle richieste di una pellicola che vuole essere profonda ma al contempo dinamica, senza però riuscirci troppo. Il risultato è un ibrido che può far male al cuor di chi Luc Besson lo ama veramente: troppo pochi quei memorabili primi minuti iniziali per far sì che il film possa rimandare a capolavori come Lèon o Il Quinto Elemento.
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