Exodus - Dei e Re

Voto: 2/5 - 
Titolo Originale: Exodus: Gods and Kings
Un film di Ridley Scott. Sceneggiatura: Adam Cooper, Steven Zaillian, Bill Collage, Jeffrey Caine
Genere: Storico - Stati Uniti, Regno Unito, Spagna (2014) Durata: 142min.
Produzione: Peter Chernin, Ridley Scott, Jenno Topping, Michael Schaffer, Mark Huffam. 
Distribuzione: 20th Century Fox
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Mosè è uno dei generali dell’esercito egiziano, al servizio del faraone Seti. Quando Ramses, suo amico di infanzia nonché figlio ed erede del faraone, scopre le vere origini ebraiche di Mosè rimaste fino ad allora celate, decide di allontanarlo in esilio da Menfi. Egli infatti è destinato da Dio a liberare il popolo ebraico da ormai più di 400 anni di schiavitù degli Egizi e condurlo alla terra promessa attraverso le acque del Mar Rosso.

Bisogna ammettere che il rapporto tra Ridley Scott e la critica si è decisamente inasprito dopo le ultime performance del regista inglese, da Un’ottima annata, passando per Robin Hood e giungendo al più recente e controverso The Counselor. Se, da una parte, in molti ritengono che per il suo definitivo riscatto si dovrà aspettare The Martian, alcuni hanno sperato fino alla fine che il buon Scott potesse rigirare a suo favore la commissione di questo nuovo imponente kolossal hollywoodiano. Operazione, in definitiva, riuscita solo in parte.

Exodus – Dei e Re è un’opera da analizzare a diversi livelli, primo fra tutti l’immediato confronto con la sua più diretta e importante fonte: le Sacre Scritture. Le scelte adottate per l’occasione sono per lo più indirizzate verso una meticolosa ricerca di un’esattezza (o plausibilità) storica che inevitabilmente tende a scontrarsi con le questioni di fede: proprio per questo ci si trova davanti ad un Mosé (Christian Bale) decisamente più cinico e freddo (trasformato da liberatore a combattente per la libertà) e, soprattutto, ad una presenza divina al limite del sadico, entrambi agli antipodi rispetto all’indimenticabile opera di Cecil B. DeMille.

Le scelte adottate da Ridley Scott, tuttavia, pongono tali questioni drammaticamente in secondo piano. L’espediente narrativo utilizzato per agevolare la fruizione, ossia la vicenda che lega Mosé al Faraone/fratellastro Ramses (Joel Edgerton), finisce per sovrastare totalmente la principale storia dell’Esodo. Exodus – Dei e Re è proprio questo, la storia di un rapporto tra due fratelli, cui la liberazione del popolo ebraico fa immeritatamente da semplice sfondo.

Un plauso va all’intero reparto tecnico, capace di regalare allo spettatore riprese veramente spettacolari e questa volta sì, decisamente epiche. Un vero spettacolo per gli occhi e per le orecchie (consiglio, personalmente, di evitare la visione in 3D). Anche in questo caso, tuttavia, si trova un lato negativo, complice un ritmo altalenante ed un’errata organizzazione dei tempi: ne risulta una prima ora quasi soporifera, seguita da un’improvvisa impennata al giungere delle piaghe contro gli egiziani, tutte purtroppo liquidate nel giro di pochissimi minuti.

In conclusione, Exodus – Dei e Re parte con un’importante missione, riportare alla gloria i kolossal, per poi cadere riprendendosi lo status già precedentemente attribuitogli, ossia quello di ennesimo blockbuster. Peccato.
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