Dopo la morte della moglie, John Wick (Keanu Reeves), riceve dalla donna un ultimo regalo: un beagle e un biglietto, in cui lo esorta a non dimenticare mai come si fa ad amare. Un’armonia quasi ritrovata, viene interrotta dopo qualche giorno, quando una banda di malviventi uccide il cucciolo, picchia a sangue John e ruba la sua adorata Mustang del 1969, risvegliando in lui il suo passato burrascoso.
John Wick, ha tutto ciò che ci si aspetta da un action movie: una buona dose di vendetta per un fatto personale, sparatorie e combattimenti in un susseguirsi di immagini veloci e incalzanti, rombi frastornanti provenienti da automobili di un certo livello e qualche battuta azzardata inserita in contesti imbarazzanti, quel tanto che basta per smorzare momentaneamente la suspense.
John è un uomo comune che nasconde un grande segreto. E’ l’antieroe, ma il pubblico tifa per questo uomo nero spietato e vendicativo. E’ infatti il protagonista di un action dal tono umano. Un personaggio che non scende a compromessi. Non è mai veramente duro e passa attraverso un enorme spettro di emozioni contrastanti: rabbia, dolore, speranza e depressione, che caratterizzano ancor di più l’umanità della sua anima. Un passato che si ripresenta e non ti fa dimenticare da dove vieni; un passato che ti ricorda che tutto ha un prezzo e che prima o poi va pagato. Ogni azione comporta una conseguenza, e John Wick è una leggenda. Tutti lo conoscono, e sanno che da lui non si può fuggire. John punta la sua preda e non se la fa scappare, a costo di radere al suolo tutto ciò che trova sul suo cammino.
L’assortimento di antagonisti è degno di un qualsivoglia film d’azione: Viggo Tarasov (Michael Nvqvist - Millennium) è il bad guy per eccellenza. E’ un vizioso sociopatico che ha fatto fuori senza pietà la concorrenza, per unire i clan sotto la sua direzione. Il mafioso russo che è ad un passo dal diventare un uomo civile, se non fosse per il figlio Iosef (Alfie Allen – Theon Greyjoy ne “Il trono di spade”), che animato dall’idea di diventare come suo padre, fa il teppistello in giro per i sobborghi newyorkesi. Un bambino viziato che farà un torto alla persona sbagliata.
Ms. Perkins (Adrianne Palicki – Lady Jay in G.I. Joe la vendetta di Jon M. Chu) è sexy, giovane e pericolosa. Ha una gran passione per i soldi e non si fa problemi ad infrangere le regole, pur di arrivare ad uccidere il suo obiettivo. E infine il mentore, Marcus (Willem Dafoe - sergente Elias Grodin in “Platoon” - Goblin in Spider-man di Sam Raimi), amico e salvatore di John, che per tenere il passo con i suoi colleghi killers, beve concentrati di frutta e verdura, offrendone un bicchiere allo spietato Viggo, gran bevitore di vodka con ghiaccio.
Ciò che colpisce particolarmente in John Wick è la resa fotografica. Ad effetto la scelta di inquadrature differenti per scindere i due mondi: colori accesi, panoramiche e grandangoli nel mondo perfetto di John e la moglie; atmosfera noir, pioggia e una New York tetra coperta di cemento, nella città che fa da sfondo ad una serie iperrealistica di personaggi loschi. Il luogo per gli incontri è il Continental, in cui l’intera gamma di malfattori si riunisce per concludere gli affari, scambiandosi monete d’oro, ma senza infrangere le regole dettate dall’hotel, perché “al Continental devi comportarti bene”.
Particolare la scelta di riportare sullo schermo le traduzioni, in font discordanti, delle canzoncine in russo intonate da Viggo, che alimentano l’atmosfera da graphic novel creata appositamente per questo lungometraggio.
Diretto da due stuntman veterani, fondatori della 87eleven (società specializzata nella realizzazione di grandi scene di combattimento), Chad Stahelski (controfigura di Brandon Lee ne “Il corvo e di Keanu Reeves in “Matrix”) e David Leitch (Brad Pitt in “Fight club” “Mr e mrs Smith” “Troy”) che di combattimenti e coreografie di lotta se ne intendono, riescono a fondere azione e fotografia in modo dinamico e frenetico, tenendo alta l’attenzione dello spettatore per 101 minuti.
Un action che ricorda Matrix, e non solo per la presenza di Keanu – Neo – Reeves, ma anche per i combattimenti/addestramento alla Morpheus, stragi alla Kill Bill,con un’atmosfera da Sin City e un pizzico di drammaticità che non guasta mai.
Consigliato a chi non crede al : chi la fa l’aspetti.