Birdman

Voto: 4/5 - 
Titolo Originale: Birdman
Un film di Alejandro González Iñárritu. Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu, Nicolas Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo
Genere: Drammatico, Commedia Nera - Stati Uniti (2014) Durata: 119min.
Produzione: New Regency Pictures, M Prods, Le Grisbi Productions, TSG Entertainment, Worldview Entertainment. 
Distribuzione: 20th Century Fox
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Riggan Thomson (Michael Keaton) è un attore sull'orlo dell'oblio. Dopo aver conquistato il pubblico con il supereroe Birdman - praticamente il padre dei cinecomics - e ormai giunto ai sessant'anni, la star morente decide di mettere in scena uno spettacolo teatrale per prendersi, d'innanzi a critica e pubblico, la sua personale rivincita artistica, tentando di dimostrare di essere una one man band capace di scrivere, dirigere e interpretare una piece di un certo livello contenutistico nonostante i suoi trascorsi lavorativi. Le cose peggiorano quando entra in scena Mike Shiner (Edward Norton), un attore dalla personalità folle, capace di essere se stesso solo su un palcoscenico ma proiettato verso l'annullamento di chiunque altro gli sia intorno, Riggan compreso.

Le mie aspettative per Birdman erano alte, altissime, forse spropositate, poiché Iñárritu - nonostante i suoi aspetti più criticabili - è a tutti gli effetti uno degli autori più interessanti della sua generazione, dimostratosi sempre in grado di creare un'enorme empatia tra personaggi, situazioni e spettatore, anche nei lavori che possiamo definire minori. L'ormai penultimo lavoro, Biutiful, aveva oltretutto sfiorato il capolavoro, risultando la prova definitiva della maturità artistica del regista messicano. Birdman doveva essere la conferma definitiva, la dimostrazione che anche lavorando su generi e toni differenti la qualità sarebbe rimasta invariata; e in parte è così.

In parte perché Iñárritu, come molti colleghi giunti a quel preciso momento della loro carriera, pare abbia la necessità fisiologica di strafare. Ciò si verifica nel linguaggio, che decide di sovvertire completamente rispetto a quello che è stato fino a quel momento, eliminando uno degli aspetti che più lo avevano reso celebre e imitato: il montaggio. Esatto: Birdman è un film in piano sequenza. Ovviamente finto, con molteplici tagli intuibili o meno, ma il risultato è quello di una macchina da presa che si accende e inizia a seguire i personaggi per spegnersi solo dopo un paio d'ore e mezza. Il risultato è irritante per un ora e quaranta circa, forse qualcosa di più, poi ci si abitua. Il tutto è ancora più irritante quando ci si rende conto che il risultato non è nemmeno quello sperato, con movimenti di camera innaturali, stabilizzazioni che deformano lo sfondo in più di un'occasione e l'occhio dello spettatore che non riesce a non notare la presenza costante di un filtro tra se stesso e ciò che ha davanti.

Ed è un vero peccato, perché il resto c'è e non è nemmeno cosa da poco.

Birdman non è quel prodotto estremamente originale per cui viene spacciato - o meglio - non lo è per chi ha la cultura cinematografica adatta ad accorgersene; tuttavia la base narrativa e tutto ciò su cui l'opera si fonda funziona più che bene. La critica allo star system hollywodiano, sebbene non abbia la forza dell'ultimo - grande - Cronenberg, giunge chiarissima, così come la critica alla moda del cinecomics e al mondo dello spettacolo più in generale. Denso e ben sviluppato anche il tema legato direttamente al protagonista, che si palesa immediatamente per quello che è, mettendo subito allo scoperto le ferite a causa delle quali combatte la sua personale battaglia.

Perfetta a tal proposito la scelta del cast, grazie alle non casuali coincidenze che collegano attori e personaggi, poiché non va dimenticato che Keaton ha effettivamente lanciato la sua carriera anche grazie al Batman di Burton, nell'anno esatto in cui all'interno del film viene ricordato per l'uscita di uno dei capitoli di Birdman (1992, Batman - Il ritorno). In ogni caso Keaton dimostra di essere ancora oggi un attore valido nonostante le numerose scelte poco sensate della sua carriera, Norton da il solito sfoggio delle sue già confermate abilità, Zach Galifianakis si da a un ruolo diverso dal solito con risultati dignitosi, mentre Emma Stone si limita a fare Emma Stone.

A livello narrativo siamo comunque su un livello piuttosto alto, probabilmente inferiore ad altri film dello stesso, ma capace di creare un crescendo di interesse e tensione ragguardevole, nonostante il linguaggio utilizzato sia spesso d'intralcio ed eccessivamente di maniera, tanto che se l'avesse girato Sorrentino non mi sarei stupito troppo, nonostante il salto di qualità. Menzione speciale a un'ottima colonna sonora, formata soprattutto da assoli di percussioni jazz, firmata da Antonio Sanchez e la bella fotografia di Emmanuel Lubezki, ormai abituato a lavorare col piano sequenza matto e disperato (Gravity, I figli degli uomini).

Birdman è senza dubbio un film da vedere, purtroppo non il capolavoro che ci si poteva aspettare (viste anche le nomination agli Oscar e i Golden Globe), a causa di un linguaggio che funziona solo in linea teorica e che probabilmente è nato e morto con l'esperimento di Sokurov tredici anni fa, ma capace di appassionare lo spettatore con una storia semplice, forse un po' didascalica, ma dall'indubbia forza cinematografica.
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