Bertolucci parla di Io e te e di voler lavorare in 3D

Dopo quasi dieci anni da The Dreamers, Bernardo Bertolucci torna al cinema con Io e te, presentato nel 2012 alla 65° edizione del Festival di Cannes.
Il film, basato sull'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, racconta di un giovane ragazzo che si riavvicina alla sorellastra maggiore, un'eroinomane.
Negli Stati Uniti, il film ha fatto il suo debutto il 4 luglio nelle sale di New York.
Bertolucci racconta di come abbia amato il libro, ma cambiato il finale, poiché

"Non mi piace il fatto che il personaggio della sorella, che è eroinomane, muoia. Perché in tutti i film e libri che parlano di dipendenza, colui che ne è affetto viene punito e muore."

Contrariamente a quanto accadeva in The Dreamers, nonostante il rapporto fra i due fratelli diventi più intimo rispetto al libro, qui non c'è traccia di incesto: molti spettatori sono rimasti delusi, ma a lui pare non sia importato.

"Io faccio film per rendere comprensibile qualcosa, non per risultare scioccante."

Girato a Trastevere, inizialmente il film avrebbe dovuto essere realizzato in 3D negli studi di Cinecittà, ma dopo qualche prova, il regista ha realizzato che, per lavorare in questo formato, ci sarebbe stato bisogno di aspettare due o tre ore prima di cambiare posto alla cinepresa.

"Io cambio la posizione della telecamera in continuazione. Negli anni '80 ero solito dire che le posizioni della telecamera sono, in un certo qual modo, come quelle del Kama-Sutra: le chiamavo 'Camera-Sutra'."

Nonostante l'abbandono del 3D per Io e te, Bertolucci ha ancora intenzione di lavorare attraverso questa tecnologia. Ha infatti dichiarato di voler realizzare un Kammerspiele-Kolossal, ispirato ai film tedeschi espressionisti degli anni '20.

"E' solo un'idea," dice, "ma se la realizzo, penso che lo farò in 3D."

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