Cari membri dell'equipaggio, è tempo di aggiornare il diario di bordo e prepararsi ad affrontare un nuovo, temibile avversario: l'anno prossimo, e precisamente il 6 giugno 2013, uscirà nelle sale il secondo episodio cinematografico di Star Trek nella versione di J.J. Abrams, il cui minaccioso sottotitolo è Into Darkness. Nel player soprastante potete vedere il teaser trailer, mentre qui sotto trovate la sinossi ufficiale:
Quando l’Enterprise è chiamata a tornare verso casa, l’equipaggio scopre una terrificante e inarrestabile forza all’interno della propria organizzazione che ha fatto esplodere la flotta e tutto ciò che essa rappresenta, lasciando il nostro mondo in uno stato di crisi.
Spinto da un conflitto personale, il Capitano Kirk condurrà una caccia all’uomo in un mondo in guerra per catturare una vera e propria arma umana di distruzione di massa.
Mentre i nostri eroi vengono spinti in un’epica partita a scacchi tra la vita e la morte, l’amore verrà messo alla prova, le amicizie saranno lacerate, e i sacrifici compiuti per l’unica famiglia che Kirk abbia mai avuto: il suo equipaggio.
Vi ho citato la presenza di un "temibile avversario", cui fa riferimento anche la sinossi, ma di chi si tratta? Cominciamo dicendo che il suo volto è quello di Benedict Cumberbatch, stimatissimo attore inglese divenuto celebre come protagonista di Sherlock, ma già interprete di Espiazione, La talpa e War Horse, senza contare l'imminente Lo Hobbit. Cumberbatch ha stupito tutti con un provino "molto potente", e a questo punto le ipotesi più accreditate circa il suo ruolo sono due: potrebbe essere Khan Noonien Singh, famoso villain apparso per la prima volta nell'episodio Spazio profondo della serie classica, e poi nel film L'ira di Khan (Nicholas Meyer, 1982); oppure Gary Mitchell, apparso nell'episodio Oltre la galassia della serie classica. Entrambi i personaggi corrispondono all'identikit riportato nella sinossi ("una vera e propria arma umana di distruzione di massa"), poiché entrambi sono identificabili come individui sovrumani, se mi passate l'espressione. Mentre Khan è il più forte e pericoloso fra i Potenziati, un gruppo di superuomini potenziati geneticamente, Mitchell è un vecchio amico di Kirk che, in seguito al contatto con la barriera galattica, sviluppa poteri psichici quali telepatia, percezioni extrasensoriali, telecinesi, manipolazione della materia e dell'energia... oltre a una personalità dissociata e un egotismo ipersviluppato, con annesso delirio di onnipotenza.
Personalmente mi affascina il personaggio di Mitchell, ma per il momento sembra più probabile che l'antagonista in questione sia Khan. Il co-sceneggiatore Roberto Orci l'estate scorsa ha smentito la presenza di Mitchell (nonostante le dichiarazioni contrarie di Karl Urban, che interpreta McCoy), anche se la scelta di Cumberbatch lascerebbe propendere proprio per questa ipotesi... ma è anche vero che, prima di lui, il ruolo pareva fosse destinato a Benicio Del Toro, latino come Ricardo Montalbán, che ha interpretato Khan in precedenza. Inoltre, il teaser trailer giapponese mostra alla fine una scena che ricorda proprio quella della morte di Spock ne L'ira di Khan:
Elucubrazioni nerd a parte, l'idea di basare questo sequel sulla presenza di un grande villain - chiunque egli sia - dimostra la volontà di Abrams e dei suoi sceneggiatori di seguire una tradizione ben precisa: se il primo episodio serve a introdurre i personaggi e il contesto narrativo in cui si muovono, con un antagonista che ha solo la funzione di scatenare l'azione (pensate a Ra's al Ghul in Batman Begins, Iron Monger in Iron Man, Lizard in The Amazing Spider-Man), il sequel costringe invece i protagonisti a fronteggiare una minaccia che mette in discussione il loro ruolo, la loro natura più intima e personale (Joker ne Il Cavaliere Oscuro, ma anche, seppure in misura minore, Whiplash in Iron Man 2). Così, nel primo Star Trek il romulano Nero era un puro pretesto, mentre in Into Darkness questo nuovo antagonista scuoterà il mondo di Kirk e compagni sin dalle fondamenta.
E i trekker più accaniti, storceranno ancora il naso? Probabile. Ma il primo film resta la migliore space opera vista al cinema nell'ultimo decennio, e il sequel promette bene, anche se i proclami di vendetta che riecheggiano nel teaser hanno certamente qualcosa di già sentito (di "cattivi" che riemergono dal passato per vendicarsi e distruggere tutto il distruggibile, beh, ne abbiamo visti parecchi). Direi però che lo spettacolo è assicurato, così come quel minimo di presa emotiva che J.J. Abrams, regista che ama la fantascienza umanista, non si fa mai mancare.
Il fantaconsiglio della settimana: Firefly
In tema di equipaggi ed esplorazioni spaziali, questa settimana vi consiglio di recuperare Firefly, sfortunata ma fascinosa serie televisiva del brillante Joss Whedon, cancellata dopo soli quattordici episodi a causa degli alti costi di produzione. Andata in onda per nemmeno tre mesi nell'autunno del 2002, sulla Fox, Firefly segue le avventure della Serenity, astronave da trasporto di classe (per l'appunto) Firefly, comandata dal capitano Malcom "Mal" Reynolds (Nathan Fillion), uomo disilluso e pragmatico, ma dotato di una spiccata etica personale. Il futuro in cui è ambientata la serie (siamo nel 2517), così come certe soluzioni visive, rimandano chiaramente al selvaggio West, e Firefly è di fatto una sorta di western fantascientifico: reduce da una guerra civile che ricorda quella fra Nordisti e Sudisti, Malcom ha combattuto per gli Indipendentisti contro l'Alleanza, ovvero il governo centrale che mirava all'unificazione dei pianeti in un sistema solare lontano dal nostro, meta dell'emigrazione di molti terrestri in seguito alla sovrappopolazione della Terra. L'Alleanza ha vinto la guerra, e Malcom, preoccupato di conservare la sua libertà, si è dedicato a traffici più o meno leciti insieme al suo equipaggio, spostandosi fra i pianeti centrali (dove l'alleanza, arroccata in megalopoli ipertecnologiche, è più forte) e quelli periferici, dove il processo di terraformazione non ha superato le fasi iniziali, costringendo la popolazione - ovviamente più povera - a vivere in un ambiente brullo e semidesertico, che ricorda la frontiera del vecchio West.
Il cast comprende diversi volti noti: Gina Torres, Alan Tudyk, Morena Baccarin (prima di Visitors), Adam Baldwin (prima di Chuck) e Summer Glau (prima di The Sarah Connor Chronicles). La chiusura dell'arco narrativo della serie è arrivata con il film Serenity (2005), scritto e diretto dallo stesso Whedon, decretato a sorpresa dalla rivista britannica SFX come miglior film di fantascienza di sempre, attraverso un sondaggio on line... che vi abbiano partecipato in massa i fan di Firefly? In ogni caso, dopo questo sondaggio le vendite del dvd sono schizzate vertiginosamente verso l'alto...
Appuntamento a lunedì prossimo!