Gotham: Arkham

Voto: 3/5 - 
Titolo Originale: Gotham
Un film di Vari. Sceneggiatura: Vari
Genere: Avventura, Azione - Stati Uniti (2014 ) Durata: 42min.
Produzione: DC Entertainment, Primrose Hill Productions, Warner Bros. Television, Scott White. 
Distribuzione: Warner Bros. Television Distribution
Di ritorno dalla guerra, il neo commissario James Gordon dovrà fare i conti con una Gotham devastata dalla violenza e dalla corruzione. Ben conscio che l’assenza di morale ha colpito anche il suo stesso corpo di polizia, sarà costretto a lottare dall’interno per adempiere alla promessa fatta al piccolo orfano Bruce Wayne.

Forse ci siamo.
Proprio la settimana scorsa parlavamo della difficoltà incontrata da Gotham nel presentare eventi di rilevo che potessero essere di buon auspicio per la continuità della serie; è evidente infatti che le prime tre puntate sembrano essersi focalizzate sull’archetipo da “un problema alla volta”, autoconclusivo, banale, e quindi di scarso interesse.
Certo, si tratta di una struttura parecchio diffusa, ma conta parecchio il modo in cui tale metodo viene utilizzato; serial come The Flash già dopo pochi episodi hanno sì dimostrato di avere uno scheletro simile, ma al tempo stesso fuso efficacemente con il background, che non cessa di emergere e di far sentire la sua presenza.

Ci voleva la celeberrima Arkham per smuovere un po’ le acque. La città del manicomio ha sicuramente risvegliato una potente eccitazione, riscaldando l’atmosfera e proponendo temi cari ai fan di giovane e vecchia data. Il Motivo?Beh, il “problema” della puntata riesce a trascinare in superficie un aspetto del background pesantemente accennato dal nostro caro Cobblepot, la guerra tra Falcone e Maroni, nell’aria ora più che mai.

Arkham è una cittadina decaduta, mira degli appalti delle due famiglie più potenti di Gotham, e l’imminente votazione circa il suo futuro scatenerà nel quarto episodio della serie una scia di sangue che Jim Gordon sarà chiamato a fermare. L’elemento più apprezzato è sicuramente la costante presenza del Pinguino dietro le quinte, ad oggi il personaggio più riuscito tra villain e bianchi cavalieri, l’unico in grado di porre allo spettatore consistenti dubbi circa la sua reale natura ed il suo effettivo schieramento.
Che poi la puntata sia autoconclusiva non ci piove, ma perlomeno si ha un chiaro movimento dei pezzi sulla scacchiera, e comincia a formarsi un quadro che porterà le varie parti in gioco ad una guerra che spezzerà Gotham in due, una cittadina instabile e dall’equilibrio già precario, dal destino segnato sin dalla morte dei coniugi Wayne.

E a proposito di Wayne, continua la crescita interiore del piccolo Bruce, visibilmente troppo intelligente per la sua età, un bambino che porge costantemente lo sguardo verso le ingiustizie, e i cui occhi brillano ogni qual volta che si avverte una nota di eroismo o di difesa a spada tratta.
Un ricalco forzato al suo evidente futuro, non c’è dubbio, eppure sono questi gli unici momenti in cui la serie può tentare di decollare, puntando sul suo vero protagonista “nascosto”, del quale speriamo vivamente di vedere prima o poi l’inizio di un duro addestramento, pena la caduta di attenzione.

Anche per oggi è tutto, appuntamento alla prossima settimana con Viper.
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