Gotham: Welcome Back, Jim Gordon

Voto: 4/5 - 
Titolo Originale: Gotham
Un film di Vari. Sceneggiatura: Vari
Genere: Avventura, Azione - Stati Uniti (2014 ) Durata: 42min.
Produzione: DC Entertainment, Primrose Hill Productions, Warner Bros. Television, Scott White. 
Distribuzione: Warner Bros. Television Distribution
Di ritorno dalla guerra, il neo commissario James Gordon dovrà fare i conti con una Gotham devastata dalla violenza e dalla corruzione. Ben conscio che l’assenza di morale ha colpito anche il suo stesso corpo di polizia, sarà costretto a lottare dall’interno per adempiere alla promessa fatta al piccolo orfano Bruce Wayne.

E’ evidente che qualche piccolo cambiamento c’è stato.
Concentrandosi maggiormente sulle vicende della malavita, gli autori di Gotham sono riusciti a trasmettere maggiormente quelle emozioni che troppo mancavano in questo prodotto tanto atteso quando deludente.

Dove eravamo rimasti?
La bella e tagliente Fish ha per così dire tirato troppo la corda; inconsapevole delle losche trame di un personaggio così riuscito come il Pinguino, ha per lungo tempo progettato la caduta di Don Falcone, andando a sbattere contro quel muro che da tanto sognava di scavalcare. Fatta a pezzi e imprigionata, avrà come unico ausilio il forte braccio del fedele Butch, il singolare omone che ha già avuto modo di regalarci qualche gradita sorpresa.
Come prevedibile, sarà sua incontrollabile volontà lo scontrarsi con il furbo e zoppicante portatore di ombrelli, decisa a riprendersi ciò che le è stato rubato. Una lotta che si è dimostrata adrenalinica e per nulla banale, tanto da consentirci di classificare Welcome Back, Jim Gordon tra gli episodi sopra la media.

Incostanti sono invece i dubbi nutriti per il piccolo Bruce Wayne: fin dalla prima apparizione, ci era sembrato un personaggio davvero troppo “innaturale”, in quanto quell’acume e quella intelligenza che lo contraddistinguono sembrano voler montare un baby-eroe quasi impeccabile, noncuranti del fatto che il futuro cavaliere oscuro, sopra e sotto la maschera, perfetto non è. Le sue monotone vicissitudini rischiano di farlo apparire ora come fonte di inesauribile lamento, al punto da risultare quasi patetico.

Note di miglioramento si respirano invece per la coppia Gordon-Bullock, che assume qui come nella scorsa puntata quel tono umoristico di cui la serie necessita davvero, tra le altre cose, per risollevarsi dal burrone nel quale era inevitabilmente crollata. Certo è che la via del perfezionismo di Gordon non può continuare ad essere colma di successi e priva di macchie, giacché c’è il rischio che si ricada in una monotonia di sviluppo: il cavaliere bianco si è sempre battuto noncurante di chi avesse di fronte, pronto a rischiare sia la vita che il posto di lavoro, e riscontrando vittorie sia sul fronte personale che su quello pubblico. Forse però, quella vigorosa scintilla ha bisogno di qualche scossa o perdita per rendere, ancora, meno “innaturale” il percorso narrativo, in una Gotham che, ricordiamo essere, covo di insidie e di inutile speranza. Se pensiamo che non è Gordon il vero salvatore della pittoresca trasposizione della moderna New York beh, qualche sconfitta gliela si dovrà pur concedere.

Anche per oggi è tutto, ci vediamo la prossima settimana con The Fearsome Dr. Crane.
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