Di ritorno dalla guerra, il neo commissario James Gordon dovrà fare i conti con una Gotham devastata dalla violenza e dalla corruzione. Ben conscio che l’assenza di morale ha colpito anche il suo stesso corpo di polizia, sarà costretto a lottare dall’interno per adempiere alla promessa fatta al piccolo orfano Bruce Wayne.
Ci troviamo di fronte ad un netto bivio.
E’ vero, da una parte l’episodio rispetta i canoni già descritti la scorsa settimana, e riesce efficacemente ad inserirsi in un contesto più ampio e meglio “incollato” al background.
Dall’altro la ridondanza dei temi DC ha un po’ fatto cadere le braccia.
Spieghiamoci meglio.
Come previsto, “l’arma” che Fish sta mettendo a punto per colpire Falcone ha già cominciato ad essere implementata sul campo, e proseguono le vicissitudini del buon caro Pinguino, impegnato nella scalata in territorio Sal Maroni, una situazione che coinvolgerà stavolta anche Jim Gordon.
L’idea è proprio quella che volevamo dare, una serie di eventi che potessero consolidare la cornice e porre le basi per un epilogo di stagione ben strutturato; per la verità le cose cominciano a farsi interessanti, lo spettatore conosce sempre di più quelle che sono le intenzioni e le personalità caratteriali dei due “Re” sulla scacchiera, e il coinvolgimento non può che aumentare.
Dall’altra parte però, arrivando al tema specifico della puntata, si poteva evitare il classico tema DC della Viper (l’antica Venom), o almeno sarebbe stato opportuno attendere a concretizzarne l’utilizzo. The CW ha per l’appunto terminato una sublime seconda stagione di Arrow che aveva come principale argomentazione la diffusione del Mirakuru, un pericolosissimo siero in grado di accrescere a dismisura le potenzialità umane, o di ucciderle nell’immediato.
Parliamo sempre di prodotti DC, che in questo caso è però un diretto concorrente, e la ridondanza di tematiche potrebbe stufare lo spettatore, allo stesso modo in cui il sovraffollamento di situazioni post-apocalittiche nel cinema di fantascienza può risultare inopportuno.
Un ruolo che suscita invece curiosità sebbene lasci spazio a parecchi dubbi è quello di Harvey Bullock, poliziotto dallo strambo senso della giustizia, un po’ annoiato e un po’ menefreghista, mosso da intenzioni talvolta addirittura opposte. E’ probabile che ricoprirà un ruolo di grande importanza tra i protagonisti della serie, ma ancora non è possibile capire quale.
A ricevere nuovi spunti di evoluzione è il rapporto tra Bruce e Alfred, ora più unito a causa degli evidenti fattori troppo tenebrosi per essere ignorati; l’unica cosa che qui risulta parecchio stramba è l’intelligenza arguta e superba di un bambino di ancor tenera età, che da solo comincia uno studio senza sosta dei movimenti della malavita di Gotham, riuscendo addirittura a mettere in scacco personalità adulte con semplici parole di sfida.
Un po’ forzato, senz’altro, ma è il probabile metodo utilizzato dagli autori per far spiccare il futuro eroe pipistrello.
Sperando che si continui su una linea simile, vi diamo appuntamento alla prossima settimana con Spirit of the Goat.