Gotham: Penguin's Umbrella

Voto: 4/5 - 
Titolo Originale: Gotham
Un film di Vari. Sceneggiatura: Vari
Genere: Avventura, Azione - Stati Uniti (2014 ) Durata: 42min.
Produzione: DC Entertainment, Primrose Hill Productions, Warner Bros. Television, Scott White. 
Distribuzione: Warner Bros. Television Distribution
Di ritorno dalla guerra, il neo commissario James Gordon dovrà fare i conti con una Gotham devastata dalla violenza e dalla corruzione. Ben conscio che l’assenza di morale ha colpito anche il suo stesso corpo di polizia, sarà costretto a lottare dall’interno per adempiere alla promessa fatta al piccolo orfano Bruce Wayne.

Vedendo il titolo della puntata chiunque si sarebbe aspettato il ritrovamento della celeberrima arma del Pinguino, uno dei nemici più famosi del Cavaliere Oscuro, interpretato da Danny DeVito nel Batman Returns di Tim Burton del 1992.
E invece no.

Certo, protagonista indiscusso è sempre lui, Oswald Cobblepot, ma in una modalità davvero singolare e ben riuscita. Il Pinguino agisce da dietro le quinte, tessendo i fili della sua astuta trama, tanto che non è mai perfettamente chiaro in quale dei tre schieramenti risieda il suo cuore, se con Jim Gordon, Carmine Falcone o Sal Maroni.

Eh già, perché l’ultima scena di Penguin’s Umbrella ha parecchio stupito, smontando alcune delle convinzioni elaborate nelle scorse settimane circa le sue intenzioni future: spia di Gordon, spia di Maroni e addirittura di Falcone.
Un personaggio completo, senza ombra di dubbio, e il tutto senza vantare il testimone da protagonista.

Un’idea riguardo la sua lealtà ce la siamo sicuramente fatta, e probabilmente è l’unica che emergerà alla fine di tutto. Ciò che conta per questo strambo personaggio non è il valore, lo schieramento o la virtù; Oswald Cobblepot è un attento calcolatore, in grado di prevedere le mosse di ogni membro delle parti e sfruttarle a suo vantaggio. Suo unico scopo è sopravvivere, a tutti i costi, per avere il tempo e i mezzi di scalare la vetta fino alla cima, che sia dalla “parete” di Maroni, Falcone o del cavaliere bianco di Gotham.

Insomma, grazie al suo rapido intervento gli autori sono riusciti a non sprecare l’adrenalina emersa durante lo scorso episodio, creando in 40 minuti un susseguirsi caldo di eventi che ha portato ad alcune gradite conseguenze: Fish e Maroni indeboliti, Falcone rafforzato, così come l’amore tra Gordon e Barbara, e un Harvey Bullock apertamente schierato dalla parte dei good guys, che ci costringe a chiedersi se l’esilarante partner di Jim continuerà per questa direzione anche in futuro.

Unica pecca risiede nella forzata “sottomissione” all’onnipresente Bruce Wayne.
E’ chiaro l’intento di voler a tutti i costi ricordare la presenza del futuro difensore di Gotham davanti agli spettatori, e tuttavia tale richiamo rischia alle volte di risultare poco coerente con la situazione in corso.
Per l’appunto, un Jim Gordon che, prima della battaglia finale, accorre alla villa per dire addio ad un bambino di 10 anni, affidando il caso della morte dei genitori ad Allen e Montoya è parso davvero fuori luogo, specialmente per l’immagine troppo matura e quasi fantascientifica che si cerca di dare ad uno degli orfani più famoso della storia del cinefumetto.

Ad ogni modo, consci di avervi recensito quella che è stata ad oggi la miglior puntata della stagione, vi diamo appuntamento alla prossima settimana, con The Mask.
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