Di ritorno dalla guerra, il neo commissario James Gordon dovrà fare i conti con una Gotham devastata dalla violenza e dalla corruzione. Ben conscio che l’assenza di morale ha colpito anche il suo stesso corpo di polizia, sarà costretto a lottare dall’interno per adempiere alla promessa fatta al piccolo orfano Bruce Wayne.
E finalmente, ci siamo.
What The Little Bird Told Him è il primo episodio davvero riuscito di Gotham: oltre 40 minuti ben confenzionati, e non tanto per il solito “fuggi fuggi” di James Gordon e compagni, quanto perché costituisce il vero punto di svolta dell’unico stralcio di trama orizzontale che questo prodotto è riuscito a costruire.
What The Little Bird Told Him è la rivincita dei villains, non solo in quanto trama, ma anche e soprattutto per la caratterizzazione di personaggi profondi, cresciuti e maturati in 12 episodi e che qui mettono in gioco tutte le loro armi, muovendo sapientemente i pezzi sulla scacchiera in quello che, più che il tappeto rosso ad uno dei più famosi eroi DC, pare essere un drama mafioso, e pure ben riuscito.
Eh già, perché se da un lato Bruce Wayne pare essere stato momentaneamente messo nel dimenticatoio, se Jim Gordon non fa altro che sbattere in gattabuia le ancor troppo giovani nemesi di Batman, se la storia d’amore con Barbara Kean sembra il solito corri e rincorri fin troppo visto, di monotonia non si può parlare quando entrano in gioco i “big” della malavita, vera colonna portante e cornice di tutto l’insieme.
A cominciare dal Pinguino, più volte lodato in questo frangente, il cui compito narrativo è fare da collante tra due realtà ben diverse ma entrambe cittadine. La sua furbizia e arguzia ed il suo lungimirante intelletto lo hanno fatto riemergere a pieni polmoni dal fiume in cui era caduto, e tuttavia prima o poi anche il buon vecchio Oswald dovrà fare i conti con i piani alti: Sal Maroni è una personalità tanto stramba quanto pericolosa, dagli intenti e umori mai completamente chiari e lampanti, tanto da costituire una buona leva per i continui colpi di scena facenti capo a Cobblepot, infiltrato della famiglia nemica.
Similare al Pinguino in quanto a ruolo e protagonismo è la bella Fish Mooney, fredda, ambiziosa e vendicativa, e tuttavia nel profondo inconsapevolmente vulnerabile; tutte caratteristiche che hanno contribuito sino ad ora ad un sapiente sviluppo del personaggio, e che lo hanno ben inquadrato in quella grande sfera della criminalità gestita dal potente ma romantico Don Carmine Falcone, vero protagonista della puntata, dotato di perfidia e umanità, di convinzione, cuore e nostalgia. L’epilogo della puntata è tutto suo, tra risvolti attesi ma allo stesso tempo scioccanti, e tra le tante domande che accompagnano l’attesa per la prossima puntata.
Fossero tutti così gli episodi, tanto avremmo di guadagnato.
Appuntamento a settimana prossima, con Welcome Back, Jim Gordon.